Si è aperta al MASI, Museo d’arte della Svizzera italiana, di Lugano K-Now!Korean Video Art Today. Con il linguaggio della videoarte, otto artisti e collettivi di artisti coreani affrontano temi chiave del momento, esistenziali, sociali, culturali. Con un continuo sguardo alla storia della Corea e della sua società.
Dai recenti fatti tragici del Paese, raccontati in un video dalla forma allungata, che richiama i rotoli della pittura tradizionale asiatica. Al video di grandi dimensioni che parla della vita di una rider che, per le consegne, non può che seguire un percorso fatto di curve e ostacoli. Mentre committente e destinatario ragionano sulla velocità di un’inesistente linea retta. Il video della setta ecologista trasforma i corpi umani in sistemi ibridi autosufficienti. Meno drammatici, ma rivelatori delle assurdità di un sistema, “Ghost 1990” da vedere attraverso un visore, sulla fallibilità del corpo e l’ossessione per la prestazione fisica. O “Cherry Jang” che ironizza sull’inseguire dei “miti di apparenza” della società borghese. Parla di trasformazioni sociali e di contraddizioni il video realizzato con un musicista nigeriano nel linguaggio dei videoclip, che con le copertine di LP forma un’installazione.
La mostra, a cura di Francesca Benini del MASI e Je Yun Moon, già vicedirettrice dell’Art SonjeCenter di Seoul, chiude il 19 luglio. Attraente e documentato il catalogo illustrato, con interviste agli artisti e saggi critici, in edizione bilingue italiano-inglese.




