Il ponte crollato (foto Vigili del fuoco)

Sono passato un numero infinito di volte sul ponte crollato il 14 agosto, dopo un forte temporale che aveva spazzato via la calura che da giorni soffocava Genova. Mille volte. E sempre mi sono stupito dell’ardita opera di ingegneria realizzata da Riccardo Morandi. Simile a quello che aveva progettato sull’immenso Lago de Maracaibo, in Venezuela, e che nell’aprile del 1964 in parte collassò sotto l’urto di una petroliera fuori controllo. Il ponte, intitolato al generale Rafael Urdaneta, dotato di 135 campate, lungo 8,7 km, alto 85 m, ricostruito, mi apparve in tutta la sua maestosità durante il mio primo viaggio in Venezuela. E subito mi ricordò quello gemello sul torrente Polcevera a Genova.

Il municipio di Tel Aviv illuminato con i colori della bandiera italiana in segno di solidarietà per la tragedia di Genova (foto Ente Turismo Israeliano)

La tragedia ha sconvolto la città.
“Una città muta, in silenzio, rattrappita dal dolore e dalla consapevolezza che il futuro sarà ancora più difficile di quello che pensavamo. E Genova in questo è ritornata davvero una comunità che sembrava essere spersa. Dobbiamo usare questa consapevolezza sapendo che il crollo del ponte e le tante vittime segnano uno spartiacque tra un prima e un dopo. Azzerano tanto irrilevante che ci circonda e che ha connotato tanta politica. Che i giorni prossimi non dovranno essere riempiti di parole vuote ma di progetti condivisi e che tengano insieme. Senza altre lacerazioni. E poi di giustizia.  Giustizia vera. Ed è una crescita civile e culturale che è possibile fare. E’ la nostra speranza più concreta. L’unica nelle nostre mani. Nella tragedia Genova può ancora una volta scrivere una pagina che vale per tutta l’Italia. Perché oggi Genova è l’Italia”.
Questo ha scritto Luca Borzani, ex presidente della Fondazione Palazzo Ducale di Genova e direttore del mensile “La Città”.

Parole profonde che condivido. E che inducono a meditare sui molti disastri strutturali e ambientali che colpiscono periodicamente l’Italia.

Pietro Tarallo – presidente Neos

Redazione NEOS

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