Non poteva essere che una ligure doc come Laura Guglielmi a scrivere la biografia o meglio l’autobiografia mancata di Constance Mary Lloyd, moglie di Oscar Wilde. Quasi identificandosi con questa donna indipendente, ambiziosa, affascinante e femminista. Perché l’avventurosa signora ha finito la sua giovane vita, proprio in Liguria, a Bogliasco, dove è morta il 7 aprile 1898, a soli 40 anni. E’ sepolta a Staglieno, famoso cimitero di Genova e la sua tomba è tra quelle più monumentali degli illustri personaggi.

Ma fu vero amore? Così risponde Lady Constance-Laura: “… il nostro fu un grande amore. Non mi sono mai sentita vittima di mio marito!”. Difficile crederle. Oscar Wilde era un “monumento” della scena mondana, letteraria e teatrale della Londra di quegli anni. Un mostro sacro, affascinante e trasgressivo, baciato dal successo. Come resistergli? Come non assecondarlo e sostenerlo nelle sue avventure e nei suoi amori? Che Constance accettò anche se messa in ombra dal perfido Lord Alfred Bruce Douglas, detto Bosie, il giovane di cui Oscar Wilde si era perdutamente innamorato e per colpa del quale fu condannato a due anni di lavori forzati e bollato dall’ infamante, per quei tempi, condanna per sodomia. Sentenza che fece grande scalpore, nonostante l’omosessualità fosse considerata in Gran Bretagna reato fino agli anni Settanta.

Il libro fa parte della nuova collana Femminile Singolare dell’editore milanese Morellini (www.morellinieditore.it), diretta da Sara Rattaro, dedicata alle donne che hanno lasciato un’impronta nella storia, nella cultura e nel costume. Biografie scritte in prima persona da donne che si immedesimano nelle protagoniste di cui raccontano la vita fra luci e ombre.

Martedì 1° marzo, alle 18, il presidente Neos, Pietro Tarallo, incontra l’autrice, Laura Guglielmi, nella sede dell’Arcigay, a Genova, via Del Lagaccio 93 R.

Laura Guglielmi

Lady Constance Lloyd

L’importanza di chiamarsi Wilde

Morellini Editore

246 pagine

17,90 euro