borobudur
Indonesia-Yogyakarta-Borobudur Buddha dell’ultima terrazza © Pietro Tarallo

L’articolo di Gianni Perotti dedicato al Borobudur e pubblicato in due puntate sul sito NEOS, è molto interessante anche perché propone una lettura comparata del grande monumento buddhista. Che ho visitato per la prima volta nel lontano 1977.

Allora, come tutte le altre volte in cui vi sono tornato, mi ha colpito profondamente la sua intensa atmosfera mistica. Anche se ero e sono ateo ho letto in questa sacra montagna di pietra finemente scolpita la profonda religiosità. Salire le sue scale, percorrere i suoi corridoi, ammirare i suoi preziosi e infiniti bassorilievi è stata una sorta di viaggio escatologico. Un’ascesa mistica che mi ha portato fino alla sua sommità dove l’Illuminato mi ha accolto con il suo dolce sorriso e con le sue mani giunte. Prezioso esempio della pietas e dalla sapienza degli scultori di quei tempi lontani.

Indonesia-Yogyakarta-Borobudur Studenti che prendono d’assalto gli stupa © Pietro Tarallo

L’ultima volta che ho percorso il lungo viale alberato, avvolto dalla dolce brezza del tramonto che scendeva lungo le pendici del vicino vulcano Merapi, sono stato testimone di uno spettacolo raccapricciante. Le immagini che vedete lo testimoniano. Studenti di un istituto superiore di Jakarta in gita scolastica l’avevano preso d’assalto incuranti della sacralità del luogo (ancora oggi Borobudur è un luogo sacro per i buddhisti che vengo a pregare l’Illuminato). Senza rispettare la fragilità delle opere d’arte esistenti si arrampicavano schiamazzando sugli stupa facendosi fotografare a grappoli su di esse. Violandoli e danneggiandoli. Uno spettacolo disgustoso messo in scena da giovani ebri di una violenza che neppure i loro insegnanti sapevano frenare.

Spettacolo che purtroppo si ripete, o meglio si ripeteva, a Venezia, a Roma, nei siti maya del Messico, a Machu Picchu… L’elenco potrebbe continuare all’infinito: doloroso rosario di nefandezze compiute da turisti vandali e irrispettosi delle bellezze artistiche, culturali e naturali. Un turismo di massa rozzo che le autorità competenti spesso non sono riuscite a contenere e a governare, privilegiando il profitto.

L’attuale pandemia ci porterà anche a ripensare i modi e i tempi del turismo? A privilegiare la valorizzazione, la custodia e la conservazione del patrimonio artistico e naturale del mondo?

 

 

Pietro Tarallo

Pietro Tarallo

Ha scritto 80 libri fra guide turistiche, testi geografici e libri fotografici, dedicati all’Italia, all’Europa, all’America, all’Africa Australe, al Medio Oriente, all’India, al Sud-Est Asiatico, alla Cina, all’Australia e ai Monasteri, e reportage per riviste e quotidiani. Collabora con: Il Giornale del Viaggiatore, Mentelocale.it, TerreIncognite Magazine, LSD, Voyager e Latitudes. I suoi libri più recenti: Monasteri in Italia (Touring), Le Antiche Vie della Fede (e-Book, Simonelli), Persone. Protagonisti 1980-2014 (Il Canneto) e Giro del mondo in 80 paesi (Polaris). Organizza dal 2007 “Il Salotto del Viaggiatore” dove racconta i suoi viaggi e quelli dei suoi ospiti. Dal novembre 2016 è Presidente della NEOS.
Pietro Tarallo

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