Rimini, Hotel Capri, stanza del Museo del Turismo

Neos e il Museo del Turismo. Le radici sono simili, nel promuovere il turismo come attività generatrice di pace, di comprensione di culture altre, di emancipazione e anche di libertà. Pur di natura diversa, le due associazioni alimentano la diffusione dei medesimi valori. Da una parte il gruppo di giornalisti rappresenta un punto di aggregazione privilegiato di scrittori e fotografi di viaggio. Un riferimento stabile nel contesto di un orizzonte esposto ai cambiamenti della società, che da oltre vent’anni diffonde la conoscenza e fissa la bellezza del mondo, con l’obiettivo di aumentare la curiosità di vederlo e, fotogramma per fotogramma, aggiornare sui luoghi e sui popoli, inducendo a riflettere sul futuro dei territori, delle genti e dell’ambiente. Dall’altra parte il Museo del Turismo, una realtà recente nata in Spagna da un’idea di Alberto Bosque Coello, per colmare l’assenza di un’istituzione museale che sia punto di riferimento per la storia dei viaggiatori. Ci si era resi conto che, paradossalmente, proprio quel turismo che frequentava i musei mancava di un archivio che ne favorisse la visibilità e la memoria nel tempo.

Se Neos è l’autore, il museo si pone come l’archivista, afferma Bosque Coello. E dato che il desiderio di un archivista è quello di conservare, di ordinare e di dare un senso a ciò che è stato raccolto, ecco che l’obiettivo del Museo del Turismo è proprio quello di spingere il maggior numero possibile di operatori del settore a capire che ciò che oggi è nelle loro disponibilità, se non viene raccolto, valorizzato, storicizzato, si perderà privando le generazioni future di un patrimonio culturale importante. Un patrimonio anche materiale perché solo l’osservazione diretta di una vecchia mappa, di una valigia, di un’illustrazione ingiallita consentirà in futuro di capire e immaginare come si viaggiava in altre epoche.

Madrid, Hotel Palace, vetrina nella sala n.15

L’obiettivo è quello di coinvolgere più persone di paesi diversi e di far confluire le loro testimonianze in un unico museo internazionale (senza scopo di lucro). Dare vita a un’esposizione che sia virtuale (elmuseodelturismo.org) ma anche fisica, fatta di tante stanze disperse nel mondo, ciascuna delle quali custode di una collezione di oggetti. La stanza di un hotel, la vetrina all’interno di un circolo, in qualsiasi ambiente si può ricavare un angolo da collezione che incuriosisca il turista e lo induca a scoprire altre esperienze, altri mondi.

Di questo museo diffuso oggi esistono già una quarantina di stanze che raccontano il modo di viaggiare di un’epoca, l’evoluzione di un paese, le memorabilia di una società: si va dal vecchio catalogo illustrato, alla guida turistica, dal binocolo, al telegramma postale per comunicare ai familiari da luoghi remoti. Non un magazzino di cianfrusaglie ma una cornice per preservare e valorizzare alcuni esempi di queste preziose raccolte che hanno fatto la storia del turismo. Non è necessario donare il proprio reperto al museo, l’oggetto rimane di proprietà di chi lo rende disponibile, nel luogo in cui è previsto venga custodito ed esposto.

Portata al suo estremo, l’ambizione è quella di stimolare la nascita di stanze presso tutte le organizzazioni che si occupano di turismo. Solo in questo modo si riuscirà a storicizzare un’esperienza culturale in continua evoluzione: il modo di viaggiare, i costumi e le regole, i mezzi di trasporto, le mode, le guide e molto altro.

Oggi il museo è presente in otto paesi di tre continenti, tra cui l’Italia con quattro stanze, oltre che sui social network tradotto in dieci lingue (www.facebook.com/ilmuseodelturismo), ma c’è ancora molto da fare e da salvare. Per questo Neos raccoglie l’appello del Museo del Turismo e invita tutti gli operatori a farsi avanti, per creare nuove vetrine che tramandino questo ricco percorso di scoperta e conoscenza, che è anche il nostro lavoro.

Firenze, Hotel Mediterraneo, vetrina del Museo del Turismo
Redazione Neos

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