Un incontro casuale, uno strano invito in una villa, cinque donne. Attraverso innocenti diari del quotidiano, l’esplorazione di un mistero.
Come definirlo? Giallo, è impreciso. Noir, è fuorviante. Romanzo, forse. Ma non è una definizione esatta in quanto I diari di Villa L’ontana di Marta Espanet ha una struttura particolare, che non è quella del romanzo. In qualche modo è più vicino a un diario, nominato appunto nel titolo.
I personaggi sono una decina, non c’è un protagonista, anche se tutto ruota intorno a cinque donne legate casualmente da un unico evento tragico. Non c’è una loro descrizione, si riesce a intuire che età potrebbero avere, si ignora il lavoro che fanno, si può immaginare dove vivono. Solo il loro nome è noto, oltre a quello che si viene a sapere dai diari, in cui ognuna di loro scrive delle altre.
Dopo un prologo con delle comparse, che poi si sentiranno solo nominare, la vicenda prosegue con l’incontro apparentemente casuale delle cinque donne e continua in una vacanza nella villa di una di loro, L’Ontana. Un nome giocato sulla presenza di una grande pianta di ontano nel parco e sull’essere distaccata dal mondo, anzi avvolta da un mistero che s’intuisce nei commenti che le donne si scambiano, riportati sui diari. C’è tensione, curiosità, ci si fa domande ma non s’insiste per aver risposte, non succede quasi niente.
Anni dopo la storia riprende con due nuovi personaggi. Che partendo dai diari ritrovati riescono a far luce su misteriosi omicidi, e a dare vita anche a una love story.
Lettura fluida, risvolti inaspettati, ambientazioni curate nei dettagli. Non a caso l’autrice è un architetto.

Marta Espanet
I diari di villa L’Ontana
252 pagine
Pubblicato su Amazon, si può ordinare tramite il sito in versione cartacea (13 euro)

 

Redazione Neos

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