La mostra da “Giotto a Gentile”, in programma a Fabriano sino al 30 novembre, è l’occasione per un viaggio nella città della carta. Incastonata tra le colline e le montagne dell’Appennino umbro-marchigiano, in provincia di Ancona, Fabriano è stata per secoli un importante crocevia culturale.

Una passeggiata nel centro, lungo vicoli e vie medievali, regalano a ogni angolo scorci di grande suggestione e musei d’eccellenza: il Museo della Carta e della Filigrana, il Museo del Pianoforte e la Pinacoteca Molajoli.

Nella piazza del Comune c’è il Palazzo del Podestà, uno dei più alti esempi di stile gotico nelle Marche, tutto in pietra bianca. Proprio di fronte c’è la Fontana Sturinalto, a base ottagonale, e di lato il Palazzo del Comune. 

Il Loggiato di S. Francesco, costruito nella metà del Quattrocento su progetto di Bernardo Rossellino, giunto a Fabriano nel 1450 insieme a papa Niccolò V, fu pensato per collegare la chiesa di San Francesco alla piazza del Comune. Fu prolungato alla fine del Seicento, con l’aggiunta di sette arcate alle prime dodici. Nel 1790 fu collegato al Palazzo Comunale.

Oltre al percorso urbano, collegato alla sede espositiva principale, un itinerario extra urbano, nel territorio circostante, passa da pievi, chiese, abbazie, conventi sparsi nel suggestivo paesaggio appenninico.

La mostra “Da Giotto a Gentile – pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento”, è a cura di Vittorio Sgarbi. Le opere sono nella Pinacoteca Civica “Bruno Molajoli”, nella Chiesa di Sant’Agostino, nella Chiesa di San Domenico e nella Cattedrale di San Venanzio.

Redazione Neos

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