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Gavi: filari di viti

Gavi il nome giusto e il posto giusto. Gavi profumo di mare. Solo una manciata di chilometri, esattamente 60, la separano da Genova e 80 km da Milano. Il delizioso borgo, al centro della Val Lemme, adagiato con le sue dimore storiche e la ben conservata fortezza militare su morbide colline dalle terre multicolori, ha sempre avuto un rapporto stretto con la Superba. Un lungo amore che dura da secoli.

Qui sono di casa dal Medio Evo le famiglie di nobili e borghesi genovesi che hanno lasciato una traccia indelebile nella sua storia e nel suo territorio, valorizzandone il suo eccellente vino docg. Un bianco sapido e profumato, elegante e armonico, di cui si producono ogni anno circa 13 milioni di bottiglie. Con un record: il 90% della produzione va all’estero. Ambasciatore dell’eccellenza enologica italiana.

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Gavi: amaretti, focaccia e vino

Non solo vino. Ma anche gli amaretti, i ravioli, il vitello tonnato, i fichi, la testa in cassetta. E molti altri piatti locali da gustare in ristoranti particolarmente attenti alla qualità dei prodotti e alla loro preparazione. Un vero paradiso per gli appassionati di vini e di gastronomia. Quanto basta per farne un luogo imperdibile per trascorrere vacanze indimenticabili. L’hanno ben compreso nordamericani, russi, giapponesi, tedeschi e inglesi che da anni sono di casa nei numerosi hotel cinque stelle e nei b&b di charme. Gavi è dunque divenuta una meta consolidata del turismo internazionale.

Gavi Cantine del Gavi
Gavi: Cantine del Gavi

Ecco alcuni suggerimenti da provare. Il ristorante Cantine del Gavi (ristorantecantinedelgavi.it, via Goffredo Mameli 69, tel. 0143.642458) nel cuore del borgo antico, all’interno di un palazzo nobiliare del XVII secolo, dai soffitti affrescati, arredi d’epoca, con un ombroso giardino e una cantina dove invecchiano bottiglie che risalgono agli anni Trenta del secolo scorso, propone come specialità della casa il risotto al Gavi e la charbonnade con salse fatte in casa (filetti di carne Fassone cotti direttamente su di una sorta di braciere sulla tavola). 

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Gavi: Villa Sparina, i Fratelli Stefano e Massimo Moccagatta

In Frazione Monterotondo, a pochi chilometri dal centro di Gavi, Villa Sparina (villasparinaresort.it, tel. 0143607801), complesso colonico del Settecento, è un’oasi di pace e raffinato buon gusto dove la storia e la natura sono di casa. Circondata dai filari di viti curati con estrema passione e competenza, dai fratelli Stefano e Massimo Moccagatta, offre un viaggio nel viaggio. Ne L’Ostelliere, charming hotel a quattro stelle, si è coccolati con attenzione e professionalità: bagno turco, piscina, personal trainer, massaggi. Nel ristorante La Gallina si possono gustare delizie del palato come i classici agnolotti alle tre carni e la mora con mascarpone. Nella Winery si entra nel fascinoso mondo sotterraneo delle cantine settecentesche dalle alte volte a crociera, dove riposano in botti di rovere preziosi Gavi d’annata. Oltre alla visita si possono fare degustazioni guidate da esperti enologi e sommelier.

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Gavi: Carlo Cracco e la sindaca Semino

Il Gavi è ormai nelle cantine degli estimatori del vino e in quelle degli chef stellati. Anche Carlo Cracco ne è un entusiasta estimatore. Ospite della manifestazione Di Gavi in Gavi, curata dal Consorzio Tutela del Gavi, che si tiene l’ultimo fine settimana di agosto e che quest’anno, giunta alla sua quinta edizione, ha visto la presenza di oltre 10.000 persone, nell’affollata conferenza stampa svoltasi nella sede del Comune, dopo l’affettuoso e appassionato saluto della sindaca Rita Semino (83 anni, un record invidiabile), ha espresso un parere estremamente positivo sul Gavi divenuto un must anche nel suo ristorante. “Prima dei social non si sapeva esattamente dove fosse Gavi. È vicinissima a Milano e a Genova. La lontananza psicologica ora è stata superata. Il suo vino si è imposto. Invecchia bene, conservando intatte tutte le sue qualità organolettiche. Se penso al Gavi penso al connubio tra vento marino, un po’ sapido, e l’aria pulita di queste colline. Anche l’uovo. Il Gavi accompagna perfettamente sia i piatti della cucina locale e sia quelli innovativi. Occorre riscoprire il passato e interpretarlo in modo originale e creativo.  Vini e cibi cambiano nel corso del tempo. Ma non bisogna dimenticare la storia e la tradizione, che io amo moltissimo. Bisogna far crescere una nuova generazione di cuochi puntando sulla professionalità dei giovani che devono guardare sia a quanto avviene all’estero sia alla grande tradizione enogastronomica italiana declinata in tutte le sue sfaccettature regionali. Questi saranno i principi fondativi del mio nuovo locale che aprirò a Milano nell’ex spazio Mercedes in Galleria Vittorio Emanuele II. Il menù sarà classico e tradizionale, senza effetti speciali”.

 

 

Redazione Neos

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