Era l’autunno del 1996 quando sono andato in Bolivia. Mi sono spinto fino a Santa Cruz de la Frontera sulle tracce di Che Guevara. Poi a Vallegrande e a La Higuera, lungo una pista tormentata e polverosa. La Higuera era ed è uno sperduto villaggio con una manciata di case, dove vivono poche famiglie. La scuola, dove Guevara fu tenuto prigioniero e poi ucciso, è oggi un dispensario medico. Da qui Santo Artiaga, la mia guida, mi ha portato per impervi sentieri fino alla Chebrada del Churo, mostrandomi la pietra dove il Che fu ferito alla gamba destra. Qui ebbe inizio il suo martirio. Pietro Tarallo

 

Redazione Neos

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