Riportiamo qui l’intervento di Pietro Tarallo, presidente Neos-giornalisti e fotografi di viaggio associati, al FORUM 2020 Building Peace through che si è tenuto martedì 20 ottobre in collegamento diretto on line dall’Auditorium al Duomo di Firenze Heritage. L’evento è stato organizzato in occasione della chiusura dei lavori del XXII FORUM Mondiale Building Peace through Heritage – World, Forum to Change through Dialogue promosso dal Movimento Life Beyond Tourism-Travel to Dialogue, che da oltre 30 anni sostiene e incoraggia un turismo etico e l’incontro tra i popoli, stimolando il dialogo tra culture diverse e l’attenzione al patrimonio mondiale. È stata anche l’occasione per presentare oltre 230 contributi e articoli scientifici di autori di 48 paesi che sono stati raccolti in tre volumi di più di 1.300 pagine.

Ringrazio la fondazione Life Beyond Tourism-Movement Travel to Dialogue e tutti coloro che hanno organizzato questo Forum e che mi hanno dato l’opportunità di condivide con tutti voi queste mie considerazioni sul mondo dei viaggi e del turismo.

In 50 anni di attività giornalistica ho avuto il privilegio di vedere luoghi di grande bellezza espressione dell’arte, delle culture e della storia del mondo. Alcuni dei quali purtroppo sono stati irrimediabilmente violati come: le statue di Buddha della Valle di Bamiyan nel cuore dell’Afghanistan, i siti archeologici di Palmira e Apamea in Siria, i graffiti rupestri del Tassili in Algeria e quelli dell’Acacus in Libia, Sanaa e le città murate dello Yemen e dell’Hadramaut.

Dalai Lama (foto tratta dal libro “Persone. Protagonisti 1980-2014” Il Canneto Editore-Genova di Pietro Tarallo).

Ma ho avuto anche il privilegio di conoscere e intervistare personalità del Novecento che si sono impegnate per la difesa dei valori fondativi dell’umanità, dell’arte e dell’ambiente: l’antropologo Claude Lévi-Strauss; Sua Santità il Dalai Lama; Madre Teresa di Calcutta; gli archeologi Manolis Andronikos, che ha scoperto la tomba di Filippo II il Macedone, e Alessandro de Maigret, che è stato responsabile delle missioni archeologiche italiane nello Yemen; il Premio Nobel per la Letteratura Orhan Pamuk, che si è battuto per la salvaguardia di Istanbul. Nelle loro parole era chiaro questo loro messaggio: “Occorre l’impegno collettivo che deve puntare alla salvaguardia della cultura e dell’ambiente, anche con piccoli gesti quotidiani”.

Purtroppo sono stato testimone anche dei cambiamenti epocali di luoghi preziosi e incantati deturpati dal turismo di massa: da Bali a Phuket; da Venezia alle Cinque Terre in Liguria; dalla Patagonia alle Cascate di Iguazú; da Maya Bay di Phi Phi Island a Boracay nelle Filippine, spiagge uniche al mondo che sono state chiuse al turismo nel 2018 per alcuni mesi, a Budelli, spiaggia rosa dove da anni non ci si può più andare; dalle piramidi maya dello Yucatán, dove non si può più salire, al turistificio perfetto di Sharm el-Sheikh in Egitto, la cui barriera corallina è stata compromessa; da Machu Picchu in Perù, i cui ingressi sono stati contingentati, alla Baia di Ha Long in Vietnam invasa da scatenati turisti cinesi e inquinata da finte giunche che li portano nelle sue acque di smeraldo.

Tornandoci mi è capitato di riconoscerli a stento. Ho il dubbio di avere concorso, anch’io se pur in minima parte, al loro cambiamento e al loro deterioramento con i miei articoli e le mie guide turistiche. Come hanno fatto gli altri colleghi e tutti i media che li hanno proposti al turismo di massa come luoghi imperdibili, da visitare assolutamente. Colpevoli anche il nuovo benessere, la facilità a viaggiare a costi contenuti, l’impreparazione culturale a viaggiare in modo corretto e il considerare ambienti, arte e culture come oggetti da usare e da consumare in viaggi-mordi-e-fuggi.

Il turismo è una grande risorsa economica e sociale. È un notevole volano di sviluppo delle economie locali e nazionali. Che ha cambiato le geografie del mondo.

Cinque Terre

Prima della pandemia. Nel passato spesso quasi tutto ruotava, salvo pochi luminosi casi, sul consumo turistico dissennato del territorio e di rapina delle risorse locali. Complice una popolazione più ricca e più anziana e l’incremento del ceto medio, soprattutto asiatico, si aspettava entro il 2030 in Europa e in Italia un’invasione di turisti: circa 220 milioni di cinesi, 120 milioni di indiani, poi malesi, vietnamiti, thai, indonesiani, coreani, giapponesi. Un’apocalisse che avrebbe fruttato alti profitti e provocato però danni irreparabili al territorio e alle città d’arte, in particolare italiane. Tutti o quasi tutti avrebbero voluto vedere il Ponte dei Sospiri, visitare la Galleria degli Uffizi, buttare una monetina nella Fontana di Trevi.

Durante la pandemia. Il mondo del turismo è entrato in profonda crisi e si sono registrate perdite enormi, disoccupazione, tour operator piccoli e grandi hanno chiuso le loro attività, le gite scolastiche sono state azzerate, le crociere sono in affanno.

Dopo la pandemia. Abbiamo l’occasione per ripensare il turismo, a come gestire meglio questo fenomeno di massa e i flussi turistici, a come ripartire secondo direttrici e scelte ecosostenibili, superando gli errori del passato.

Occorre far convivere, mediante un’accorta e puntuale programmazione, il profitto con la tutela del territorio e dell’ambiente, con il rispetto delle città d’arte, dei centri storci e dei piccoli borghi, di chi ci abita e della loro cultura, con il contenimento dei consumi energetici.

Occorre riconquistare la magia del viaggio che consiste nel partire per andare ad ammirare luoghi che la letteratura, la narrativa, i viaggiatori del passato, la storia ci hanno descritto e verificare di persona la loro magia, la loro bellezza.

Occorre che pubblico e privato, imprenditori del settore e amministratori politici collaborino sinergicamente e prendano provvedimenti tempestivi adeguati. Senza dimenticare la scuola per il ruolo formativo culturale che ha nei confronti delle generazioni di futuri viaggiatori e turisti.

Ecco alcune sommarie indicazioni operative.

Ospitalità

Udaipur Lake Palace

-È necessaria più empatia e un’accoglienza più attenta al cliente. Renderlo “residente temporaneo” come Life Beyond Tourism cita.

-Occorre fare un salto culturale da parte degli operatori del settore.

-Bisogna ripensarne i modelli. Più spazio, più servizi, più privacy. Spesso si preferisce una casa dove soggiornare per avere meno contatti con altre persone (Airbnb insegna).

-Molto richieste le case private e gli apart-hotel.

-I servizi devono essere di livello, anche quelli igienici, sia negli hotel sia nei ristoranti e nei bar.

-No a hotel claustrofobici e arredati sommariamente in modo seriale.

-L’Albergo diffuso sul territorio consente di ristrutturare borghi storici abbandonati.

-Meglio puntare sulle dimore storiche, i castelli e le residenze di charme. A Udaipur, 30 anni fa, il maharaja aveva già aperto il suo palazzo sull’isola dove si trova il Lake Palace, che è stato la location di un famoso film di OO7. Come lui molti altri sono diventati degli albergatori. Hanno fatto la fortuna del Rajasthan con le loro 200 residenze e palazzi trasformate in hotel.

-I monasteri e le abbazie sono luoghi dello spirito e dell’arte che rendono unico soggiornarvi.

Enogastronomia e artigianato

-Valorizzare i prodotti del territorio a km 0. Grande lavoro ha svolto Slow Food di Carlo Petrini, che ha valorizzato chi produce in armonia con l’ambiente e gli ecosistemi. Importante è stata la creazione di 400 “Presidi” che coinvolgono in Italia e nel mondo più di 10.000 produttori e sostengono le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire.

-Potenziare i ristoranti che fanno cucina del territorio e preparano piatti locali autentici secondo ricette tradizionali.

-Salvare gli antichi mestieri che passano sapienze del fare che regalano prodotti artigianali di pregio.

Eco-sostenibilità

-Attenzione alla salvaguardia dell’ambiente.

-No al consumo del territorio che deve essere messo in sicurezza.

-No alla cementificazione. Spesso si è costruito troppo e male. Senza tenere conto dei bisogni delle popolazioni locali e privilegiando le multinazionali del turismo.

-Assicurare pulizia e decoro urbano.

-Effettuare la raccolta differenziata reale.

-Incrementare l’uso di auto elettriche.

-Diffondere le piste ciclabili

-Vigilare sull’uso corretto e non selvaggio e improprio di biciclette e monopattini elettrici, come spesso accade.

-Puntare sul turismo lento (Slow Travel) che mira alla qualità del viaggio e alla conoscenza della storia e dell’arte del territorio che si visita. No al turismo mordi-e-fuggi.

Mobilità

-Meno auto e autobus, più treni.

-Contenere l’uso dell’aereo. Gli aerei devono essere ripensati strutturalmente anche per ridurre i loro consumi.

-Rivedere la politica delle compagnie low cost.

Attenzione alle varie categorie di turisti

-Single. Ora sono penalizzati sia nell’accoglienza sia nelle tariffe praticate. Perché pagano di più negli hotel e non sono ben accolti nei ristoranti?

-LGBTQ. Le località gay friendly sono sempre più numerose. Soprattutto in Spagna, nelle Canarie, in California, nelle isole greche. In Italia questo settore di mercato è quasi del tutto ignorato. In molti paesi addirittura è osteggiato. Interessante è World Mappers, sito ideato da due giovani di Trento per viaggi gay friendly.

-Portatori di handicap. Spesso mancano nelle strutture i servizi a loro necessari.

-Terza età. È un settore molto interessante. Chi è in pensione ha più tempo e più disponibilità finanziarie.

-Famiglie. Offerte mirate che prevedano anche il coinvolgimento culturale dei figli.

Grazie per la vostra attenzione”.

Redazione Neos

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