Sri Lanka
Sigiriya – Sri Lanka

In nome di Dio si continua a uccidere. I fanatismi religiosi, che insanguinano il mondo, hanno sconvolto il giorno di Pasqua lo Sri Lanka, paese stupendo per la sua natura, la sua cultura, le sue genti, le sue tradizioni. Che aveva ritrovato la pace dopo una lunga e terribile guerra (1982-2009) tra la minoranza tamil, di origine indiana e indù (Tigri Tamil era il gruppo armato), e la maggioranza singalese, buddista.

Sono stati colpiti da fanatici kamikaze, con otto esplosioni, chiese e hotel di lusso della capitale Colombo, di Negombo e di Batticaloa. Purtroppo il numero delle vittime sta aumentando di ora in ora: 290 morti e oltre 500 feriti. Sono stati arrestate 13 persone sospette, forse legate al gruppo radicale musulmano NTJ. Ma il paese sta reagendo con efficacia e determinazione: il coprifuoco è stato revocato, gli aeroporti sono stati riaperti. Continua però l’oscuramento dei social network e dei servizi di messaggeria.

Ho conosciuto lo Sri Lanka in anni di pace, dove la parola dell’Illuminato era condivisa da tutti i suoi abitanti e il buon governo di Sirimavo Ratwatte Dias Bandaranaike, leader del Partito della Libertà, prima donna al mondo a ricoprire il ruolo di primo ministro, avviava il paese sul cammino della democrazia dello sviluppo.

Un lungo viaggio fatto nell’inverno del 1982 da nord a sud mi ha fatto scoprire tutte le incredibili seduzioni della “Lacrima dell’India”, regalandomi ricordi indimenticabili della simpatia e dell’ospitalità dei suoi abitanti. L’anno dopo lo scenario era cambiato e il paese precipitava nell’agonia di una lunga guerra civile.

Un mese fa l’Ente del Turismo dello Sri Lanka mi ha proposto di partecipare a un viaggio stampa, insieme a Massimo Bisceglie ed altri colleghe di vari paesi. Ho accettato felice di ritornarvi dopo tanti anni per capirne i profondi cambiamenti. Anche perché il flusso turistico è considerevolmente aumentato e il paese ha fatto passi da gigante nel settore turistico.

Questa strage è arrivata all’improvviso, ma non ci fermerà. Il gruppo dei colleghi, ben consapevole della gravità della situazione, è deciso ad andarci. Ed io mi unirò a loro. Giovedì partirò insieme a Massimo Bisceglie. Occorre dare una testimonianza di solidarietà a questo popolo ingiustamente colpito da scellerati assassini. Mi ha confortato anche la mail che Lucio Rossi di Latitudes Travel Magazine, per cui devo scrivere un reportage sul paese, mi ha inviato: “…Voi poi partite? Scommetto di sì! Un paese meraviglioso di cui dobbiamo risollevarne le sorti”.

Faccio mie le sue parole che voglio condividere con tutti voi: “Aiutiamo lo Sri Lanka a uscire dall’orrore delle stragi. Raccontiamo la sua ineguagliabile bellezza”. 

Redazione Neos

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