For Freedom, toccante racconto fotografico di Steve McCurry, sui diritti violati delle donne afgane è in mostra al Palazzo Reale di Palermo fino al 17 luglio.
Con il ritorno al potere dei talebani a metà agosto del 2021 e la disfatta epocale della politica estera americana dopo vent’ anni di occupazione militare, la condizione delle donne afgane è di nuovo sprofondata nel buio della segregazione sociale. Con il rischio dell’oblio internazionale.
Il grande maestro del reportage antropologico denuncia il dramma con 48 scatti sulle espressioni di dolore e di ostinata speranza di donne rese quotidianamente vittime di violenze da un regime che nega loro l’accesso ovunque. A cominciare dalle scuole, sia come allieve, sia come insegnanti. Un mondo femminile schiacciato, bambine che, a dieci anni, vengono vendute a uomini in base a un prezziario. E alle quali, una volta diventate donne, non è consentito di tenere il nome e di farlo scrivere sulle proprie tombe.
Steve McCurry racconta l’Afghanistan dall’occupazione dell’Armata Rossa sovietica nel 1979. Il tema della condizione femminile è un architrave dei suoi reportage .
Il progetto For Freedom nasce dalla collaborazione del fotoreporter di Filadelfia con la Fondazione Federico II, ente organizzatore dell’evento. Nell’allestimento della mostra, curato dall’architetto Stefano Biondo e ragionato dalla Fondazione con lo stesso artista, ospite a Palermo lo scorso ottobre, la sequenza delle immagini spinge il visitatore ad addentrarsi in un microcosmo da cui è impossibile fuggire senza porsi domande.
Focus della mostra è la denuncia della violazione dei diritti umani fondamentali, che sembravano riconquistati dalle donne afgane e che guerra e sopraffazione hanno azzerato di nuovo, rendendole invisibili e senza identità.




