speciale di viaggio puglia 2017

La tradizione c’è, ma il futuro è ancora tutto da scrivere. Le bellezze della Puglia, paesaggistiche e gastronomiche, sono decantate da sempre, ma la notorietà a livello internazionale è cresciuta in modo straordinario negli ultimi anni. Anche il vino pugliese sta vivendo un’ importante fase di sviluppo, con aziende che puntano, con determinazione e competenza, a una elevatissima qualità, lasciando al passato il concetto di “vino da taglio”. D’altra parte, sono pugliesi le “città dell’olio e del vino”, in una terra dove è possibile vedere “distese di ulivi e vigneti a perdita d’occhio” e dove “l’abbraccio genuino della campagna regala profumi e sapori unici”. In un luogo tanto mediterraneo, pur con una grande mutevolezza di clima e terreno, dalle montagne alla costa, così amato dai Greci, i vini sono gioiosi e generosi. Forti di una storia millenaria, come dimostrano le numerose Denominazioni presenti in tutto il territorio (Docg e Doc). I grandi rossi pugliesi, provenienti da vitigni autoctoni, hanno nomi ormai notissimi. A partire dal Negroamaro, il tesoro del Salento, un’uva nerissima, che resiste bene al calore e che dà vita a un vino vellutato, splendidamente armonico, con un retrogusto leggermente amarognolo che affascina. C’è poi il Primitivo, dalla maturazione precoce, allevato ad alberello, il cui vino è caldo, morbido e di grande struttura e il Nero di Troia, con indubbie suggestioni greche e con due Doc che portano il nome di un altro simbolo della Puglia: Castel del Monte. Da non sottovalutare, poi, l’Aglianico e l’Aleatico, ma anche vere e rare chicche da provare, come il Bombino Nero, il Susumaniello e l’Ottavianello. Senza dimenticare, l’importante e riconosciuto lavoro pugliese sui rosé, da vitigni a bacca rossa, molto apprezzati anche all’estero. Tra i bianchi sono interessanti le produzioni di Bombino Bianco e di Bianco d’Alessano.

 

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