OlgaJardinMajorelle copia“Non vediamo l’ora di cucire viaggi in Marocco sulla pelle di chi sa cosa vuol dire viaggiare”. Per Olga Piscitelli, milanese, giornalista, non è uno slogan a effetto, ma la migliore spiegazione della sua creatura, Oro del Deserto. Definirla un tour operator è riduttivo, non spiega l’alto tasso di creatività che lei mette nei suoi viaggi custumized. Tutto è cominciato nel 2012 dopo un’esperienza di lavoro deludente. Insieme a quattro amiche programma una vacanza in Marocco. E’ un Paese che conosce bene e dove da dodici anni ritorna spesso. Da ogni viaggio riporta dei taccuini con appunti, indirizzi, ricordi, che diventano delle guide, contesissime tra i suoi conoscenti. Così quando uno dei due fratelli El Jakani, che hanno organizzato il viaggio tecnicamente, comunica di non poterle accompagnare per sopraggiunti problemi famigliari, le amiche chiedono a lei di far da guida. E non sbagliano: in dieci giorni riesce a soddisfare le diverse esigenze. L’architetto che desidera vedere come si ristrutturano le kasbah, la scultrice interessata a un corso di mosaico, le due che vogliono incontrare i tuareg nel deserto e lei stessa che insegue la pista del pizzo macramé. “Macramé in arabo significa intreccio ed è un pizzo lavorato dalle donne nei paesi affacciati sul Mediterraneo, quelli dove si pesca con le reti” spiega Olga. Il successo non sfugge ad Aziz e Nourdin El Jakani, brillanti trentenni nati in tenda da mamma algerina e padre berbero, che hanno bisogno di migliorare la comunicazione della loro agenzia Nomad Experience. E così lei diventa socia di Aziz e nasce Oro del deserto, all’interno di Nomad Experience. Ora Olga vive in Marocco la maggior parte del suo tempo. “ Non posso stare più di tre mesi di seguito per il permesso si soggiorno”. Prepara gli itinerari ad hoc per i clienti, alle volte li accompagna con un autista, alle volte manda al suo posto guide preparate. Difficile per lei dire quale sia stata la richiesta e quindi il tour più particolare. Ne ricorda uno di due settimane per tre signore collezioniste di gioielli. “Il Marocco ha la più grande miniera d’argento d’Africa” racconta “In questo viaggio abbiamo dormito in location strepitose. Perché non c’è via di mezzo, il lusso è davvero esagerato, mentre l’hotel a due stelle è una vera topaia”. Oppure di recente il viaggio della sete , un incentive per i migliori venditori di bibite di un consorzio. “Mi piacerebbe organizzarne uno per le scuole attraverso luoghi storici. Il Marocco ha avuto un ruolo centrale per Churchill che lo definiva la Parigi d’Africa. All’Hotel Mamounia di Marrakech si può vedere il tavolo su cui hanno disegnato, parlando, Roosevelt e Churchill. O mostrare Volubilis la città tra Meknès e Fès, dove regnò Giuba II, figlio di Cesare e Cleopatra, che serviva come porto per mandare gli schiavi a Roma”. Olga parla anche di luoghi straordinari e sconosciuti, ora considerati a rischio. Come i giacimenti di fossili dei dinosauri, scoperti di recente in quella zona desertica al confine con la Mauritania, proprio di fronte alle Baleari e Laayunne, vicino alle colonne d’Ercole paradiso dei surfisti, dove il deserto entra nel mare. 

Redazione Neos

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