E’ come una grande oasi, coperta di alberi e fiori. Con palme da dattero e ulivi vecchi di tremila anni, chilometri e chilometri di coste lambite da acque cristalline. E brezze, campi di albicocchi, fichi, limoni, vigneti, terreni coltivati ad arance, mandarini e melograni. Sono indimenticabili le spiagge fini e le case bianche da togliere il respiro, i pesci alla brace, i gesti sicuri dei vasai nei villaggi dell’interno, la pelle bruciata dal sale dei pescatori di spugne.

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Djerba. Foto di Massimiliano Salvo

Di Djerba si pensa di sapere già tutto: il viaggio di Ulisse nel paradiso dei lotofagi, la presenza di una comunità ebraica, l’occupazione romana. Ma si dimentica spesso che è a un passo dall’Italia, nel sud della Tunisia, e che anche di inverno le temperature non scendono mai sotto i dieci gradi e piove pochissimo.

 

 

 

Massimiliano Salvo

Massimiliano Salvo

Sono nato a Genova nel 1986. Laureato in giurisprudenza, collaboro con Repubblica dal 2010. Nella redazione di Genova mi occupo di cronaca e spettacoli. Per Repubblica.it, L’Espresso.it, Il Venerdì e The Post Internazionale ho pubblicato reportage da Europa, Caucaso, Sudamerica, Asia, Africa e Medio Oriente. Il mio blogger di viaggio Mondograd è su L’Huffington Post. Parlo inglese, francese e spagnolo. Prima o poi andrò in Antartide.
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