Gastronomia israeliana

La cucina israeliana si può considerare una precorritrice di quella fusion, tanto di moda negli ultimi anni. Mix di sapori e profumi, è influenzata dai piatti tipici mediorientali, soprattutto libanesi, e da quelli portati dagli ebrei confluiti in Israele da tutto il mondo.

Era già presente nell’area della Grande Siria dal 590 fino al 529 a.C. ai tempi di Ciro il Grande. Si distingue   dalle altre cucine di questa e di zone limitrofe, più per la ritualità e   le regole (cacher o kosher in yddish) che per la diversità delle ricette.

Un pranzo tipico ebreo inizia con le insalate come l’Hummus, salsa di ceci cotti e pasta di sesamo conditi con olio di oliva, la Tahina, crema di semi di sesamo lavorata con l’olio, Matbucha, pomodori, peperoni arrostiti, olio d’oliva e aglio, Turqi, l’insalata turca con cipolla fritta e pomodoro, quella verde con pomodori, cetrioli, olio e succo di limone, oppure con melanzane e fegatini.

Gastronomia israeliana
Gastronomia israeliana: il pesce San Pietro servito al Ktze Hanahal Restaurant presso Tiberias

Se volete mangiarle come gli israeliani dovete fare la “scarpetta” con la Pita, pane nazionale di forma rotonda e piatto, diffuso in tutto il Medio Oriente e nel Mediterraneo, oppure durante lo Shabbat con il Challah, pane a forma di treccia.

Altri piatti di questo tipo sono la Shakshuka, a base di uova, cipolla, aglio, pomodori, peperoni, pepe nero e spezie varie e l’Hraimi, pesce condito con un sugo di pomodoro estremamente piccante.

Tra le specialità più gustose troviamo i Falafel, polpettine di ceci fritte e speziate, le Burekas fagottini di pasta sfoglia o fillo che possono essere ripieni di formaggio, patate, funghi e verdure.

La carne è cucinata solitamente arrosto, e servita, anche se di vario genere, tutta insieme a tavola. Spesso presenti i Šašlyk, spiedini marinati di carne di montone o pecora, e il più popolare Kebab. costituito da vari pezzi di carne di pecora o tacchino, lentamente grigliati sullo spiedo.

Gastronomia israeliana
Gastronomia israeliana a Gerusalemme: Mahane Yehuda market

Il Ptitim è il cuscus israeliano, conosciuto anche con il nome di Maftoul o cuscus in perle, perché ha grani un po’ più grossi.  È condito con legumi, cipolle, pomodori e olive.

I dolci più diffusi sono il Blancmange, che nasce proprio in Medio Oriente, i gustosi Baklava preparati con pasta sfoglia e frutta secca, e l’Halva, di origine turca, a base di semi di sesamo o pasta di Tahini, con zucchero e miele, e aggiunta di pistacchio o altra frutta secca, pasta di cocco, succo d’arancia o limone, vaniglia e cioccolato.

Il pasto si conclude in genere con un ottimo caffè al cardamomo.

 

 

Isabella Radaelli
Sono cittadina del mondo, amo viaggiare e penso che ogni luogo, anche quello che ci sembra meno bello, abbia qualcosa da scoprire e da trasmetterci. Quando sono all’aeroporto mi sento già in vacanza e quando intraprendo un nuovo viaggio mi entusiasmo come se fosse il primo. Il viaggio per me è a 360° e attraversa non solo i Paesi, ma tocca la cucina, le persone, le albe e i tramonti. Ho fatto mia questa citazione “colui che non viaggia è come una rana che rimane nel suo stagno”. Collaboro con alcuni giornali e riviste per quanto riguarda l’enogastronomia, il turismo e il benessere. Nel 2011 ho aperto un blog: The Lovely Girl (www.isabellaradaelli.it) in cui parlo dei piaceri della vita tra cui appunto i viaggi.
Isabella Radaelli

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Sono cittadina del mondo, amo viaggiare e penso che ogni luogo, anche quello che ci sembra meno bello, abbia qualcosa da scoprire e da trasmetterci. Quando sono all’aeroporto mi sento già in vacanza e quando intraprendo un nuovo viaggio mi entusiasmo come se fosse il primo. Il viaggio per me è a 360° e attraversa non solo i Paesi, ma tocca la cucina, le persone, le albe e i tramonti. Ho fatto mia questa citazione “colui che non viaggia è come una rana che rimane nel suo stagno”. Collaboro con alcuni giornali e riviste per quanto riguarda l’enogastronomia, il turismo e il benessere. Nel 2011 ho aperto un blog: The Lovely Girl (www.isabellaradaelli.it) in cui parlo dei piaceri della vita tra cui appunto i viaggi.
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