E’ sicuramente un carnevale originale quello di Basilea, per tanti motivi: perché si svolge il primo lunedì dopo il mercoledì delle Ceneri, perché è l’unico carnevale protestante al mondo e perché inizia alle quattro mattino. E non per niente è definito “drei scheenschte Dääg”, in italiano i tre giorni più belli.
Il Fasnacht, questo è il nome esatto, rappresenta l’evento più importante della Svizzera e dal 2018 è entrato a far parte del Patrimonio Culturale dell’Unesco.
I festeggiamenti iniziano ai quattro rintocchi dei campanili della città con il Morgestraich: tutte le luci del centro storico vengono spente e parte un corteo di Cliques, gruppi di bande con pifferi e tamburi, travestiti con maschere colorate e lampade che portano sulla testa o su pali alti tre metri.


Un serpente luminoso che si snoda lento per le vie di Basilea accompagnato da 20.000 persone che arrivano da tutta la Svizzera e non solo per seguirlo.
E’ usanza, dopo la sfilata, recarsi in uno dei tanti locali aperti per gustare una colazione a base di Melhsuppe, zuppa di farina e vino rosso, torta di cipolle e formaggio e un bicchiere di vino bianco con acqua tonica.
I festeggiamenti proseguono il lunedì pomeriggio con il Cortège, sfilata di carri allegorici e maschere che lanciano coriandoli e distribuiscono caramelle, dolci e arance e dei foglietti con filastrocche satiriche. Il martedì è la giornata dei bambini, la sera i protagonisti sono i Guggenmusiken, le brass band che accompagnano la sfilata di lanterne e maschere e si esibiscono in concertini in diversi punti della città.
Tutte le lanterne sono in mostra da lunedì sera fino al mattino di mercoledì sulla Münsterplatz, la piazza di fronte alla Cattedrale di Basilea.
Il mercoledì, è la festa del Gässie, ritorno alle tradizioni con la musica degli strumenti preferiti dagli svizzeri: i pifferi e i tamburi.
Così come è iniziato alle 4 del mattino di lunedì, il Fasnacht termina alla stessa ora il giovedì, sempre allo scoccare dei quattro rintocchi dei campanili di Basilea.

Isabella Radaelli
Sono cittadina del mondo, amo viaggiare e penso che ogni luogo, anche quello che ci sembra meno bello, abbia qualcosa da scoprire e da trasmetterci. Quando sono all’aeroporto mi sento già in vacanza e quando intraprendo un nuovo viaggio mi entusiasmo come se fosse il primo. Il viaggio per me è a 360° e attraversa non solo i Paesi, ma tocca la cucina, le persone, le albe e i tramonti. Ho fatto mia questa citazione “colui che non viaggia è come una rana che rimane nel suo stagno”. Collaboro con alcuni giornali e riviste per quanto riguarda l’enogastronomia, il turismo e il benessere. Nel 2011 ho aperto un blog: The Lovely Girl (www.isabellaradaelli.it) in cui parlo dei piaceri della vita tra cui appunto i viaggi.
Isabella Radaelli

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