C’è una Puglia d’inverno che vale la pena scoprire. Una meraviglia naturale per il trekking, lontano dalla calura e, quando il clima è mite, piacevole quanto una primavera prolungata. Novembre, dicembre, gennaio, febbraio: l’affollata Gallipoli estiva ha tutto un altro aspetto ed è bello passeggiare per il suo centro storico, visitare la splendida Basilica concattedrale di Sant’Agata con i suoi dodici altari barocchi o il teatro ottocentesco, piccolo e delizioso, appena ristrutturato. E poi ancora: perché non curiosare nelle sale, poche ma interessantissime, del Museo del Mare, tra scheletri di cetacei rari e rettili marini?

Se avete a disposizione un weekend, Gallipoli è la tappa ideale del primo giorno, per poi indossare le scarpe da trekking il giorno successivo: ecco la camminata culturale e naturalistica da Torre dell’Alto a Torre Uluzzu. Dovrete spostarvi da Gallipoli e prepararvi alle rocce e alle scogliere che d’inverno sono ancora più intriganti, oltre che deserte e spruzzate di salsedine. Siamo nel Parco Naturale di Porto Selvaggio, una riserva marina dalle acque trasparenti e turchesi se c’è il sole, ma languide e meravigliosamente grigie quando il cielo è nuvoloso.  Attraverserete una grande pineta, notando la commistione di profumi e di panorami, come se mare e bosco per un attimo fossero un tutt’uno.  

Le tappe sono tutte ben segnate, l’itinerario è agevole soprattutto nel primo tratto e il percorso ben indicato. Subito vi apparirà con il suo candore antico la Torre dell’Alto; poi le  Grotte di Capelvenere, del Cavallo e dopo ancora la con l’altra torre. Si percorrono, sette, dieci chilometri a seconda di dove ci si vuole in seguito inerpicare, seguendo la scogliera che si fa alta, con le rocce ad arco e l’infinito davanti a noi.

   

Enrica Simonetti

Enrica Simonetti

Per 4 anni ha lavorato nell’emittente Antenna Sud e ha pubblicato articoli su National Geographic Italia, Il Gommone, Traveller e Lettera Internazionale. Ha viaggiato molto in Italia, in Europa, negli States e in NordAfrica. Appassionata di storia del mare, ha compiuto uno studio- reportage sui fari italiani, dal quale sono nati tre libri, pubblicati da Laterza. Con un gruppo di scrittori del mare anima la “Vedetta sul Mediterraneo”, una vecchia torre a Giovinazzo (Bari) inaugurata da Pedrag Matvejevic, in cui si tengono incontri sul mare e mostre fotografiche. Lingue: inglese, francese, spagnolo.
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