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Timesquare © Matt Sclarandis

La pandemia si accanisce contro gli Stati Uniti che dimostrano tutta la loro fragilità nonostante siano il paese più ricco del mondo. Complice il loro presidente Donald Trump, che ogni giorno si presenta imperturbabile alla conferenza stampa, azzimato e con i laccati capelli color arancio, simile a un replicante.

Fosse comuni a Hart Island, isola cimitero nel Bronx. Circa 30 milioni di americani senza assicurazione sanitaria che non hanno accesso alle cure mediche. Ecatombe di neri e latini. Fiume di denaro stanziato da Federal Reserve per arginare la crisi economica del paese. Chissà se anche le società e le imprese di Trump ne usufruiranno?

Ce ne parla Matt Sclarandis, fotografo e filmmaker torinese che vive a New York.

Testo e foto di Matt Sclarandis*

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Union Square © Matt Sclarandis

New York è il nuovo epicentro mondiale della pandemia, i suoi numeri di contagiati e morti sono altissimi rispetto ad altre città del resto del Mondo. 

Lunedì 13 Aprile, lo Stato di New York ha superato la triste soglia dei 10.000 morti. Solo qui, a oggi, si registra la metà dei decessi registrati in tutta l’Italia. Il bilancio delle vittime a livello nazionale ha passato da qualche giorno quello italiano e continua a crescere vertiginosamente. Camminando per Manhattan, c’è uno strano silenzio. Un silenzio inquietante. Rotto solo a tratti dalle sirene delle ambulanze o da quelle dei mezzi dei vigili del fuoco e della polizia che corrono alle incessanti chiamate di emergenza mediche.

La città che non dorme mai sembra morta. Le aste sui palazzi che prima esibivano orgogliosamente le bandiere a stelle e strisce ora hanno abbassato le bandiere a metà. Simbolo di lutto nazionale. I Newyorkesi non passano un momento così tragico da 20 anni. Ossia dall’11 settembre 2001, giorno dei quattro attacchi suicidi. 

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Broadway © Matt Sclarandis

L’allarmante pace delle strade di Soho, Little Italy e China Town ritrae perfettamente questo quadro spaventoso. Per strada si notano solo gli stanchissimi e abbattuti lavoratori sanitari che tornano a casa da turni allucinanti, costantemente salvando vite; quelli che fanno le consegne a domicilio e qualche persona, che in solitaria, porta il cane o fa jogging. L’enorme popolazione dei senzatetto evidenzia la disparità delle classi sociali in una città che dovrebbe essere del primo mondo e che adesso sprofonda nell’angoscia. Divario sociale che, senza il normale tumultuo urbano di ogni giorno, si nota ancora di più.

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Delivery guy in LittleItaly © Matt Sclarandis

Molti negozi sono sbarrati con assi di legno, in quanto si temono assalti e violenze. Sotto la pioggia, ci sono ancora meno persone in giro. Time Square, una delle piazze più affollate e trafficate al mondo, paragonabile solo a Shibuya a Tokyo e a Piccadilly Circus a Londra, è completamente deserta. Le gigantesche insegne delle grandi firme, un teatro di luci danzanti, continuano a bombardare incessantemente con i loro prodotti un pubblico inesistente.

© Matt Sclarandis

La città si sveglia solamente alle sette di sera in punto. E un momento incredibile, in cui la solidarietà e la gratitudine per i lavoratori in prima linea esplode.  Tutti i cittadini cominciano ad applaudire, a mettere musiche tipo New York, New York di Frank Sinatra, si urla, si applaude, si sbattono pentole e mestoli fuori dai balconi, dalle scale antincendio, dalle finestre, dalle terrazze e nei cortili. Simbolo commovente di solidarietà e unione umana che apre una finestra. Una finestra di speranza. 

*Photographer & Creative Director, mattsclarandis.com

 

 

 

 

 

 

Redazione Neos

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