Alla fine dello scorso anno Valerio Ballotta mi chiamò. Voleva che il mio web di turismo, Voyager, diventasse suo partner nella missione che stava preparando: da Cusco agli altipiani andini, dell’interno del Perù più vero e ignoto al turista.

Ho conosciuto Valerio dieci anni fa, al MAGI, Museo d’arte moderna di Bologna. La collaborazione tra noi nacque spontanea: dovevamo organizzare la mostra nel centenario della nascita di mio padre, pittore e critico d’arte. Notai subito il suo entusiasmo e la passione che metteva in ogni cosa.

Seppi poi che voleva lasciare l’Italia per una nuova vita con la famiglia e lo presentai al Console di Malta a Bologna. Aveva individuato il luogo ideale, dove vivere sereno e ampliare i contatti internazionali, dato che a La Valletta ci sono quasi tutte le ambasciate. Prima della pandemia passai a trovarlo a Gozo con alcuni amici. Ci ospitò con un drink di prodotti dell’isola, al Museo della Città, dove collabora per eventi e mostre.

Una cerimonia dei Q’eros

Dal suo entusiasmo e dalla sua competenza nasce il progetto della spedizione Q’eros. Gli ultimi Inca – Andes Perù Expedition 2022, una ricerca in due tappe sui popoli che vivono in un luogo tra i più remoti nel mondo.

La capitale dell’impero Inca, Cuzco, e il Machu Picchu sono meta di un turismo internazionale e di ricercatori che studiano questa civiltà, data per scomparsa con l’invasione spagnola. Ma degli Inca qualcosa è rimasto e la spedizione Andes Perù è andata in cerca delle tracce: gli eredi si chiamano Q’ero e seguono il tipo di vita e le tradizioni dei loro predecessori.

Giorni duri per i quattro avventurosi della spedizione che, partita da Cuzco, sull’itinerario dell’altopiano andino di Paucartambo, ha risalito il territorio chiamato Nacion Q’ero. Oggi i Q’ero sono circa 750 e vivono in condizioni estreme, ad altitudini tra i 4 e i 6 mila 500 metri, senza elettricità e acqua. Parlano solo la lingua Inca, il Quechua, e si considerano i discendenti. Con i villaggi si sono insediati in immense vallate, avvolte da nubi, tra ghiacciai perenni.

le foto sono di Alessandro Bergamini

Giulio Biasion

Giulio Biasion

Laureato in Economia e Commercio all’Università di Bologna è giornalista iscritto all’Albo dei Pubblicisti dal 1979. Attualmente dirige la testata periodica L’Albergo, mirato al mondo dell’ospitalità e rivolto agli operatori ed i portali Voyager-magazine.it, Albergo-magazine.it e Clubdeisapori.com. In passato ha diretto testate turistiche e non quali Voyager, Tesori Latini (Lamborghini Group), Windsurf Italia, Yacht&Viaggi. Dopo una iniziale esperienza a Milano presso alcuni importanti editori ha toccato altri settori iniziando ad occuparsi di iniziative editoriali e di comunicazione nelle aree dell’ospitalità, del turismo, della cultura, della formazione. La sua società Edi House è stata editrice di varie altre testate di nautica, motori, tecnologie e così via. Poi ha diversificato gli interessi sia con convegni rivolti al turismo e all’ospitalità, sia nella realizzazione di eventi, soprattutto enogastronomici, culturali e formativi, in varie città italiane. Al momento scrive reportage di viaggi, approfondimenti sul mondo dell’ospitalità e nell’enogastronomia profili di chef, cercandoli generalmente tra quelli non stellati.
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