Tanzania, isola di Mafia (ph. mario verin)

In barba all’imperversare della pandemia che continua a falciare vite umane, e in barba alle disposizioni promulgate dal governo in merito alla mobilità e ai viaggi,  durante il periodo natalizio numerosi italiani sono partiti  verso mete extra UE. Andati e tornati senza sottoporsi a controlli sanitari, divenendo così possibili propagatori di contagio. Lo evidenzia ASTOI Confindustria Viaggi, l’Associazione che rappresenta oltre il 90% del mercato del tour operating in Italia, con una lettera inviata ai ministeri dell’Interno, degli Esteri e del Turismo

“È stata portata all’attenzione dei tre ministeri una situazione, giudicata dall’associazione, incoerente e profondamente iniqua nei confronti di tutti i Tour Operator e delle agenzie di viaggio presenti sul territorio nazionale. Gli operatori del comparto si sono astenuti da mesi dal programmare/vendere mete estere extra UE. Come previsto dai vari DPCM e dai provvedimenti restrittivi emanati dal Governo e lo hanno fatto con ancor più rigore nel mese di dicembre, periodo interessato da severe limitazioni negli spostamenti tra Comuni e Regioni. Ciò nonostante gli associati hanno avuto prove evidenti – dagli albergatori partner presenti alle Maldive e dalle statistiche dell’aeroporto intercontinentale di Male – che molti italiani hanno trascorso le vacanze del periodo natalizio in questo paese. Tale fenomeno si è altresì verificato in mete come Zanzibar e Dubai. Per le Maldive risulta che oltre 1.000 turisti italiani abbiano trascorso il Capodanno nell’arcipelago. Di questi connazionali nessuno è partito con i tour operator, che hanno scrupolosamente rispettato le direttive governative. 

Tanzania, Isola di Mafia (ph. mario verin)

Sono partiti con il metodo del fai da te, acquistando un biglietto aereo per proprio conto e analogamente un soggiorno alberghiero in uno dei resort. Nessun controllo è stato fatto negli aeroporti né di arrivo né di partenza”.

Una seconda casistica è quella dei turisti che dichiarano di recarsi in una meta europea, ad esempio Parigi, Francoforte o Amsterdam e da lì proseguono potenzialmente per qualsiasi destinazione in tutto il mondo. Anche di questo l’Associazione ha acquisito evidenza probatoria.

ASTOI ha chiesto formalmente al Governo:

    • L’esistenza, o in sua assenza, la creazione di un protocollo rigoroso e capillare da parte delle autorità di Pubblica Sicurezza in tutti gli aeroporti italiani, onde evitare che un transito europeo aggiri l’ostacolo.
    • L’apertura di un tavolo di confronto a livello europeo volto a uniformare i comportamenti fra Paesi dell’Unione Europea. L’obiettivo è di limitare la diffusione del contagio fra i nostri connazionali ed impedire che vengano agevolati scali e vettori stranieri attraverso il traffico italiano” (www.astoi.it).
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Redazione Neos

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