Caro Philippe ,

ricordo il giorno che arrivasti alla Bit (Fiera Annuale del Turismo) in occasione del piacere che ci hai concesso nel consegnarti la tessera di socio onorario della nostra Associazione di giornalisti di viaggio. Ci parlasti dei libri, della prima sensazione che hai quando apri un libro prima ancora del titolo: del profumo della carta, del piacere del tatto. Con il tuo farfallino coperto dalle pagine aperte, ci hai fatto sentire la tua qualità aristocratica accessibile a tutti. La comunicazione mimica univa lo scienziato di cultura con la fascinazione dell’ immaginario. Come facessi tu a guardare diritto negli occhi tutti i singoli presenti è inspiegabile, magica e totale. Ti ho visto per pochi minuti nello stesso ospedale dove fino a qualche giorno fa anch’io ero ricoverato. Il tuo accento mitteleuropeo mi ha fatto rivivere pizzichi di storia dell’arte. Grazie Philippe.

foto: Di br1 (Bruno Cordioli) – Philippe Daverio – 12. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=93764727

Giovanni Perotti

Giovanni Perotti

Architetto per formazione, giornalista per curiosità e professione, ha attraversato tutti i settori dell’informazione senza lasciarsi coinvolgere in nessuno di essi. Redattore di Casa e Uomo Vogue, viaggiatore per il Corriere della Sera e Capital (America, Africa, Australia), ha attraversato a piedi il deserto dell’Akakus. È andato in auto ovunque (da Cabo San Luca a Pechino – via Dakar, Darwin e Malaysia). Ha partecipato ai raid più tosti comprese la Parigi-Dakar e la Harricana (Labrador) facendone la cronaca. Come architetto sta portando a compimento il Progetto UNESCO per gli Ksour tunisini.
Giovanni Perotti
Architetto per formazione, giornalista per curiosità e professione, ha attraversato tutti i settori dell’informazione senza lasciarsi coinvolgere in nessuno di essi. Redattore di Casa e Uomo Vogue, viaggiatore per il Corriere della Sera e Capital (America, Africa, Australia), ha attraversato a piedi il deserto dell’Akakus. È andato in auto ovunque (da Cabo San Luca a Pechino – via Dakar, Darwin e Malaysia). Ha partecipato ai raid più tosti comprese la Parigi-Dakar e la Harricana (Labrador) facendone la cronaca. Come architetto sta portando a compimento il Progetto UNESCO per gli Ksour tunisini.
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