ciale di viaggio puglia 2017
Duomo square, view of the Cathedral, Lecce, Puglia, Italy, Europe

Non è detto che se un luogo è scelto come location per un film valga la pena visitarlo. Però se fa spesso da cornice a film, fiction, serie TV, allora deve avere qualcosa di speciale. E’il caso della Puglia, dove da anni si avvicendano dal film in costume alla commedia, dalla soap opera al film drammatico, al docufilm. Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek è il primo che nel 2010 ha svelato esplicitamente la fotogenicità di Lecce. Attraverso la bellezza eclettica di Piazza Oronzo, lo struscio di via Vittorio Emanuele con l’episodio della ragazza chiamata Spiaggia Libera, il prorompente barocco della chiesa di S.Croce e del vicino ex convento dei Cappuccini, ora sede della Prefettura. La Lecce più Lecce è nelle scene del funerale della nonna, la mina più vagante della famiglia Cantone. Una Lecce diversa è quella che il regista, cittadino onorario della città, mostra in Allacciate le cinture, niente barocco, più locali, anche luoghi imprevedibili come un distributore di benzina. La piazza del Duomo con la chiesa dalla duplice facciata, angoli di Trani e Copertino, sono in Liberate i pesci, divertente commedia di Cristina Comencini del 2000, con Michele Placido e vari attori pugliesi tra cui i noti Lunetta Savino e Emilio Solfrizzi. Qualche flash a Lecce, per il resto Gallipoli fa da sfondo a L’anima gemella di Sergio Rubini del 2002 con Valentina Cervi e Violante Placido e lo stesso Rubini nella parte di un mago imbroglione. Pupi Avati sceglie il mare di Otranto, oltre la Toscana, per il colossal I cavalieri che fecero l’impresa del 2001. Meno facile da individuare la Puglia di Matteo Garrone in un racconto del Racconto dei racconti del 2015. Nell’ottogonale fortezza di Castelmonte, con vista sulle Murge, vive il principe innamorato di una pulce che supernutre fino a farla diventare un mostro. Sono molti, ma in incognito, a ricordarsi scene madri di Beautiful che hanno come palcoscenico Polignano. Dal matrimonio e le passeggiate da innamorati di Liam e Hope tra le case bianche, fino all’involontario salto acrobatico della gelosa Steffy dalla roccia a picco. Le vicende cinematografiche pugliesi, comunque, hanno radici più vecchie. Carmelo Bene nel 1968 gira a Otranto Nostra Signora dei Turchi. Forse solo i cinefili ricordano che Edoardo Winspeare, nato in un piccolo paese del leccese, nel Salento ha girato Pizzicata del 1996 in cui si parla della pizzica, tipica danza locale. E poi Sangue Vivo, in dialetto salentino, presentato nel 2000 al Sundance Festival, Galantuomini con Donatella Finocchiaro e Beppe Fiorello, ritratto della borghesia pugliese nel 2008 e In grazia di Dio, selezionato per il Festival di Berlino del 2014. Il regista, tra l’altro, è uno dei principali promotori di un’organizzazione no profit che vuole ripristinare i luoghi del Salento colpiti dall’abusivismo edilizio. Conosciuto dai cultori del cinema impegnato La posta in gioco di Sergio Nasca del 1987 con Turi Ferro, Lina Sastri e Christian Brando, sfortunato figlio del più famoso Marlon. E’ una ricostruzione dell’assassinio per mano mafiosa della consigliera comunale di Nardò, Renata Fonte. Giudicato scomodo da qualcuno fu ritirato subito dalle sale. Ora la storia è stata ripresa per una fiction, che si sta girando a Lecce e dintorni in questi mesi e sarà trasmessa da Mediaset.

Luisa Espanet

Luisa Espanet

Giornalista per 11 anni a Vogue e per uno caporedattore di un settimanale popolare per teenager (giusto per le pari opportunità). Da freelance ha collaborato per varie testate, Madame Figaro e Marie Claire Corea compresi, Washington Post e Asahi Shimbun esclusi. Ha un blog: L’Espa.net. Ha pubblicato un libro sulle valigie.
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