lisa lampe

Era malata da tempo Lisa Lampe, in qualche modo la sua è stata una morte annunciata eppure non riesco a credere che non ci sia più. O forse non voglio crederci. Era sempre allegra, capace di trovare il lato ironico in tutto, perfino nel suo male che da dodici anni la perseguitava e che lei è riuscita a dribblare, fino all’ultimo.  Non era più nella NEOS ma era stata tra i soci fondatori e per lungo tempo vicepresidente. Era lei che, con la sua perfetta conoscenza del tedesco (la lingua di suo padre) e dell’inglese,  prendeva la parola nelle occasioni istituzionali. Ma non era certo questo il suo pregio, comunque non dei più importanti. Se si fosse voluto tratteggiare l’identikit del perfetto giornalista di viaggio lei rispondeva a tutti i requisiti. A parte la conoscenza delle lingue, parlava con un ottimo accento anche il francese, adorava viaggiare, ma non per mettere bandierine sul mappamondo. Era una vera cittadina del mondo. Le piaceva scoprire luoghi, andare a fondo di quello che vedeva.  Ma non era la secchiona sempre con il Moleskine in mano. Era capace di essere professionalissima e attenta nella visita a un museo e neanche un’ora dopo giocare e divertirsi su una spiaggia tropicale come una bambina. Ci mancherai.       

Luisa Espanet

Luisa Espanet

Giornalista per 11 anni a Vogue e per uno caporedattore di un settimanale popolare per teenager (giusto per le pari opportunità). Da freelance ha collaborato per varie testate, Madame Figaro e Marie Claire Corea compresi, Washington Post e Asahi Shimbun esclusi. Ha un blog: L’Espa.net. Ha pubblicato un libro sulle valigie.
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