I trenta borghi sui Monti Dauni hanno ognuno una caratteristica diversa, ma visti dall’alto sembrano dialogare perfettamente tra loro. Sarà forse per il fruscio prodotto dalle pale eoliche, poste sulla sommità dei colli, accarezzati costantemente dal vento. Un dialogo sommesso tra passato e modernità, che può essere percepito solo se si è nella giusta disposizione d’animo. Da respirare a pieni polmoni, percorrendo in lungo e in largo il territorio. Lo scenario che si apre alla vista ricorda, a tratti, paesaggi del centro Italia. Tuttavia la presenza di centinaia di aerogeneratori che, da lontano, possono ricordare maestosi crocefissi roteanti, caratterizzano fortemente il paesaggio. Questo agli occhi di alcuni appare avveniristico e con una sua propria, nuova bellezza. 

 

 Ci troviamo in quel lembo settentrionale di Puglia meno aggredita dai flussi turistici e per questo più intima, ma con un interesse naturalistico, storico e architettonico, che ne impongono la scoperta, a un ritmo lento. I Monti Dauni, piccole perle della provincia di Foggia, occupano l’area geografica del nord ovest della Puglia, al confine tra Molise e Campania. La strategicità geografica di questo territorio ne ha fatto da sempre crocevia di legioni militari, di pellegrini, che nell’antichità percorrevano la Via Francigena del Sud (o Cammino per San Michele) – itinerario che da Mont Saint Michel conduceva fino al Santuario di San Michele Arcangelo – sul Gargano. E ancora luogo di transumanza, dove passava il tratturo che da Pescasseroli portava a Candela, terzo per importanza dell’Italia meridionale. Non da ultimo, anche terra testimone del fenomeno del brigantaggio. Oggi questo territorio naturalisticamente fortunato offre duecento chilometri di sentieri, tra valli solcate da torrenti, ma anche dalle tracce del lupo appenninico, di cinghiali, volpi, caprioli. Piacevoli aree di ristoro attrezzate offrono refrigerio per ritempranti pic nic tra faggete, querceti, in un territorio di mezza montagna, dove spicca il monte Cornacchia di 1150 metri. Nello scenario predomina il verde nelle sue diverse sfumature in primavera e autunno e l’oro dei campi di grano in estate. I nuclei abitati, ora vere e proprie cittadine, ora piccoli borghi ospitano palazzi storici, castelli fortificati e chiese di straordinaria fattura. Edifici che testimoniano, ancora oggi, un passato di splendore e opulenza.

Una visita a Lucera, antica colonia romana e tra le residenze più apprezzate da Federico II, oggi elegante e animata cittadina di trentacinquemila abitanti, fa senz’altro comprendere il suo ruolo secoli fa. Le facciate di diversi edifici, la sfarzosa corte barocca del Palazzo vescovile, la maestosa cattedrale in stile gotico – bizantino, edificata su una preesistente moschea (a Lucera Federico II fece trasferire numerosi saraceni dalla Sicilia). O ancora l’ imponente cinta muraria, novecento metri sulla collina, che abbracciava il castello svevo-angioino e, non da ultimo, l’ anfiteatro romano.

Lucera, castello
Lucera, castello

I Monti Dauni vantano poi un esempio di romanico pugliese che raggiunge una sintesi straordinaria nell’imponente cattedrale di Troia.  Fondata nell’XI secolo ha un superbo rosone a undici colonnine e due splendide porte bronzee realizzate da Oderisio da Benevento. All’esterno colpiscono l’attenzione elementi decorativi in stile islamico. Il museo della cattedrale raccoglie manufatti di grande pregio, tra cui i tre rotoli pergamenacei risalenti al XII secolo, noti come Exultet. Ma oltre ai monumenti architettonici e al paesaggio sono i residenti che bisogna osservare da queste parti. La schietta genuinità , ma anche una certa scaltrezza “contadino-montanara”.

Cattedrale di troia - particolare della porta
Cattedrale di  Troia – particolare della porta

La tenacia e la capacità inventiva si coglie subito tra gli abitanti di Roseto Valfortore. Ogni borgo qui, in effetti, riserva particolari sorprese, piccoli e grandi tesori: Ascoli Satriano, Bovino, Castelnuovo della Daunia con le sue preziose acque termali, Orsara di Puglia, Celenza Valfortore, da cui si domina il lago di Occhito. I Monti Dauni, in definitiva, ci invitano a ricordare che la Puglia ha più di un volto: oltre alle spiagge del Salento, al promontorio del Gargano, ai beni dichiarati patrimonio Unesco (Castel del Monte, Alberobello) esiste una Puglia più appartata e introversa ma che, proprio per questo, va attentamente esplorata.

Licia Zuzzaro
Laureata in Lingue e Letterature Moderne, un Master in Editoria e Comunicazione, si è da sempre occupata di informazione e comunicazione pubblica. Da almeno vent’anni si interessa di storia del turismo, psicologia e antropologia del viaggio, turismo responsabile, cultural heritage. Giornalista pubblicista, ha collaborato con Il Giorno, Mondointasca.org, DNews, Vie dell’est.eu, Viaggivacanze.info, Originalitaly.it, Latitudeslife.com, On the Road, Russia Oggi – con centinaia di contributi sui temi del turismo culturale, ferroviario, architettura-design dell’ospitalità, lifestyle. È autrice de Il treno nella letteratura russa, 2012 e della raccolta poetica Lungo il Cammino (Librinmente, 2015).