foulard

È già stato detto ma con le nuove disposizioni si sente di nuovo. Le mascherine più comuni non proteggono dal contagio chi le indossa, ma impediscono a chi è positivo di contagiare gli altri. Sono quindi sostituibili con sciarpe e foulard.

Ottima notizia, data la difficoltà di reperire mascherine, ma un nuovo problema per lo styling. Come sceglierle? Come abbinarle? La mascherina ormai è un evergreen. Non è l’accessorio universale come le perle o il pastore tedesco, perfetti da indossare o portare al guinzaglio sia con jeans e sneaker, sia con lungo da red carpet e tacco 11. Però può completare o caratterizzare un outfit, proprio come una cintura particolare, una calza ben studiata, un carlino o un pinscher.

Comunque la mascherina nonostante i colori pastello un po’ superati e quella sua insulsa forma geometrica ma non troppo, si può indossare quasi sempre e soprattutto non condiziona la pettinatura o la scelta dell’orecchino. Basta non cadere nella tendenza anni 70 al coordinamento.

Naturalmente non sono da tenere in considerazione le mascherine logate (v. Gucci con le G in brillantini o Fendi con le F a incastro), che come tutto ciò che è logato è sempre un po’ di cattivo gusto. Ma come scegliere foulard e sciarpe in una gamma di proposte così vasta?

Per prima cosa il tessuto. Di tendenza il tartan, ma andando verso la bella stagione e il caldo la classica sciarpa di lana scozzese risulta pesante, o meglio soffocante nel vero senso della parola. Il madras, lo scozzese estivo, non è la stessa cosa, con quel tanto di etnico così difficile da gestire. Il pizzo, soprattutto se vintage sarebbe perfetto, ma non si sa perché ricorda quel preservativo di pizzo raffigurato in un libro francese sugli oggetti introvabili. Che sia inutile? Le righe soprattutto l’estate sono quanto mai trendy ma  hanno un’impostazione troppo beach style. Attenti anche alle tinte unite, rosso e arancione e altri colori vivaci potrebbero avere quel look bandito genere Ombre-rosse-John Wayne, che con una mise cow girl sarebbero un complemento troppo didascalico e banale, con un look fatalona un accento youporn assolutamente da evitare.

Abolito per ovvie ragioni il bianco troppo ospedaliero, resterebbe il nero, colore con cui, come si sa, non si sbaglia mai (v.tubino nero e berlusconiane cene eleganti). Ma il rischio entrando al supermercato o in banca di far distendere tutti per terra, prima ancor di aver pronunciato la frase “Questa non è una rapina” è troppo alto.

Vai allora con gli stampati fantasia, meglio non raffiguranti niente, banditi assolutamente volatili e serpenti. Perfetto un barocchismo genere carré di Hermès, per cui l’oro si sposa con il denim come con il lamé. Fiori e frutta con cautela, meglio l’astrattismo. Quanto poi a come legare la sciarpa o il foulard, dato che i corsi dell’ISIS per signore in questo momento sono chiusi, è preferibile puntare sulla linearità. Niente fiocchi vistosi, sconsigliate le lunghe code, Isadora Duncan docet. Graditi i raddoppi ma senza esagerare, per evitare l’effetto mummia.

Luisa Espanet

Luisa Espanet

Giornalista per 11 anni a Vogue e per uno caporedattore di un settimanale popolare per teenager (giusto per le pari opportunità). Da freelance ha collaborato per varie testate, Madame Figaro e Marie Claire Corea compresi, Washington Post e Asahi Shimbun esclusi. Ha un blog: L’Espa.net. Ha pubblicato un libro sulle valigie.
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