Messa al bando da Mao, l’arte cinese che studia le relazioni tra luogo e abitanti, ha riconquistato un posto di primo piano nella società ed è perfino insegnata nelle scuole.

 

“Durante la Rivoluzione Culturale il feng shui era stato giudicato oscurantista, reazionario e fonte di superstizioni. Ma, come da copione, dato che  alle solite pubbliche virtù corrispondono i soliti vizi privati, il Grande Timoniere ne aveva coltivato segretamente il vizietto, come d’altronde milioni di altri cinesi.  Ed era andato a vivere a Zhongnanhai, il palazzo di Pechino fatto costruire dagli imperatori del Celeste Impero secondo i canoni geomantici. Sempre considerato a Hong Kong, ora finalmente il feng shui è stato sdoganato dall’attuale nomenclatura cinese per volere del premier Hu Jintao che pare abbia fatto sistemare il suo ufficio in base all’antica tradizione e ingaggiato i migliori master per la realizzazione delle attrezzature sportive per le Olimpiadi” racconta Nury Vittachi, nato nel 1958 a Colombo nello Sri Lanka, residente a Hong Kong da alcuni anni, maestro di feng shui.  Scrittore di successo ha pubblicato “The Shanghai union of industrial mystics” (Allen & Unwin), travolgente detective story sotto il segno del feng shui. “Non è un revival modaiolo legato alle cialtronate e alle banalità della new age, infarcito delle superstizioni del passato” prosegue Vittachi.Secondo lui il feng shui, profondamente radicato nella cultura cinese, rappresenta la forza che cambia la nostra vita, la condiziona e la modella. Addirittura riesce a modificare il nostro destino e a renderci felici. Dialoga con la natura reinterpretandola. Mette in primo piano la difesa e il vivere in armonia con l’ambiente. Ricerca il raggiungimento dell’equilibrio interiore. E’ divenuto, insomma, un fenomeno culturale di grande attualità che coinvolge tutta la società e tutti i settori produttivi. Quasi un brand che si va internazionalizzando e sta conquistando anche l’Occidente, in grado di creare un giro d’affari in continua crescita con una notevole ricaduta di visibilità e pubblicità grazie anche alla sua copertura mediatica. Per cui costruttori, finanzieri, interior design, stilisti e chef emergenti stanziano budget sempre più consistenti da investire nell’applicazione del feng shui. Dominio esclusivo maschile, si può trasmettere solo di padre in figlio o da uomo a uomo. Nella sola Hong Kong ci sono oltre 11mila maestri regolarmente patentati. E’ una lobby potente e molto ascoltata che influenza tutta la società e l’economia locale. Non ci si sposa, non si fa shopping, non si sceglie un ristorante o un locale notturno, non si compra casa, non si costruisce, non si investe e non si gioca in borsa senza prima consultare il proprio maestro di feng shui. Uomini d’affari, finanzieri, casalinghe, giovani coppie e donne tradite vanno dal feng shui master come si va dall’analista. “Per fare un po’ di gossip, conclude Vittachi, pare che  Li Ka-shing, l’uomo più ricco dell’Asia e il nono del mondo, secondo la rivista Forbes, abbia a libro paga numerosi maestri di feng shui. Nato nel 1928, ha iniziato nel 1950 la scalata al ghota dei paperoni miliardari producendo fiori di plastica. Presenza occulta, conduce un’esistenza appartata e modesta. Tutti lo conoscono di fama, ma pochi lo frequentano. E’ lui che domina il mercato finanziario e immobiliare con i suoi condomini costruiti tutti con il giusto feng shui. Ma non solo. Pare controlli anche il gioco d’azzardo della vicina Macao, la Las Vegas d’Oriente”.    Il HKTB (Hong Kong Tourist Board) ha fatto addirittura del feng shui un’attrazione turistica. Se si digita il numero di telefono 00852.25081234 si può prenotare un maestro con cui effettuare un tour tutto impostato sul feng shui nelle strade del Porto dei Profumi.


 

Pietro Tarallo

Pietro Tarallo

Pietro Tarallo vive e lavora a Pieve Ligure, paesino sul mare vicino a Genova. Prima pubblicitario, poi insegnante, infine giornalista e viaggiatore, ha collaborato con numerose riviste, settimanali e quotidiani nazionali. 
Si è aggiudicato alcuni premi nazionali e internazionali, tra cui: Un libro per il Turismo, 1991; PATA, 1993; Pluma de Plata de Mexico, 1994; Premio per migliore Guida Turistica e Premio Adutei, 1995; XVIII Premio Letterario Castiglioncello-Costa degli Etruschi, 1995; Premio per il miglior articolo della stampa estera su Singapore, 1996; Premio eco-turismo Giandomenico Ducali, 2005; Premio Camogli, 2008; Menzione speciale del Premio Chatwin come autore di guide e Premio Il Gambero Rampante-Santa Margherita, 2009. 
Organizza ogni anno Il Salotto del Viaggiatore, presso Bagnara Gallery, via Roma 8, secondo piano, Genova, tel. 010.5957565, www.gigliobagnara.it, dove parla dei suoi viaggi.
Pietro Tarallo

Latest posts by Pietro Tarallo (see all)

Pietro Tarallo
Pietro Tarallo vive e lavora a Pieve Ligure, paesino sul mare vicino a Genova. Prima pubblicitario, poi insegnante, infine giornalista e viaggiatore, ha collaborato con numerose riviste, settimanali e quotidiani nazionali. 
Si è aggiudicato alcuni premi nazionali e internazionali, tra cui: Un libro per il Turismo, 1991; PATA, 1993; Pluma de Plata de Mexico, 1994; Premio per migliore Guida Turistica e Premio Adutei, 1995; XVIII Premio Letterario Castiglioncello-Costa degli Etruschi, 1995; Premio per il miglior articolo della stampa estera su Singapore, 1996; Premio eco-turismo Giandomenico Ducali, 2005; Premio Camogli, 2008; Menzione speciale del Premio Chatwin come autore di guide e Premio Il Gambero Rampante-Santa Margherita, 2009. 
Organizza ogni anno Il Salotto del Viaggiatore, presso Bagnara Gallery, via Roma 8, secondo piano, Genova, tel. 010.5957565, www.gigliobagnara.it, dove parla dei suoi viaggi.
Vai alla barra degli strumenti