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Uno dei meravigliosi laghetti salati di Siwa che si sono creati in seguito all’estrazione del sale nei grandi giacimenti dell’oasi © Daniele Pellegrini

di Mounir Neamatalla*

Siwa è una delle ultime oasi che sopravvivono sul Pianeta Terra, avendo conservato le capacità di sostenere la vita in mezzo al deserto. Nei tempi antichi era universalmente celebrata per il suo famoso oracolo. Qui si era verificata la fusione di due importanti divinità, il dio greco Zeus (Juppiter per i Romani) e il dio egiziano Amon. Un fenomeno che colpì il cuore e la mente del più celebre dei visitatori di Sia, Alessandro il Grande giunto nell’oasi nel 331 a.C. dopo una lunga e faticosa marcia nel deserto, per consultare l’oracolo, farsi confermare la sua discendenza divina e il suo diritto al trono d’Egitto.

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La cucina siwana è semplice ma molto saporita con cibi provenienti esclusivamente dall’oasi © Daniele Pellegrini

La bellezza di Siwa è dovuta in parte al suo ambiente naturale e in parte ai suoi monumenti e le sue testimonianze della civiltà faraonica, greco-romana, araba e berbera che rendono il viaggio a Siwa un’esperienza da togliere il fiato.

L’ospitalità della popolazione nell’oasi, il suo profondo rispetto per la natura e il modo in cui ha conservato l’eredità culturale sono altri valori aggiunti e la memoria genetica sembra aver maturato una perfetta armonia tra la vita passata e quella presente.

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Veduta generale della fortezza di Shali costruita con sale e sabbia all’inizio del XIII secolo © Daniele Pellegrini

Siwa per diversi aspetti è anche il frutto dell’amore di molti viaggiatori giunti dall’Africa, dall’Europa e dall’Asia che hanno tutti contribuito a trasformare l’oasi in un sito meraviglioso. Fino a oggi la tentazione per i viaggiatori di separarsi dal materialismo, che ha corrotto molte delle gioie fondamentali della vita, e di stabilirsi a Siwa continua ad aiutare l’oasi a prosperare. Con l’impegno comune a vivere in pace e in armonia con la natura, questi viaggiatori provenienti dai quattro angoli del pianeta, come i loro predecessori dell’Antichità hanno arricchito l’oasi con nuove esperienze di conoscenza e di diversità culturale.

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Cena in un ristorante tipico di Shali © Daniele Pellegrini

Dal mio primo contatto con Siwa ho avuto il privilegio di essere testimone oculare di questo straordinario processo di cui riconosco e apprezzo l’esistenza. Un viaggio nel passato, verso il sito e l’epoca in cui il Tempio di Amon era considerato un importante oracolo, è una delle esperienze che vorrei offrire a tutti quelli che amo ovunque si trovino.

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Il Salama Caffè si trova ai piedi della fortezza di Shali, in un antico edifico restaurato © Daniele Pellegrini

Siwa ha riempito di gioia la mia vita e mi ha spinto a moltiplicare questa gioia condividendola con i miei amici, i miei ospiti, la mia famiglia e tutte le persone con cui qui ho lavorato. Siwa è stata ed è tutt’ora fonte d’ispirazione per molti apprezzati artisti che hanno scelto di vivere o di passare lunghi periodi nell’oasi. Designer di tutto il mondo hanno messo a frutto l’abilità unica nel ricamo tipica delle donne di Siwa e si sono ispirati all’uso pionieristico dei materiali locali come il sale per creare accessori decorativi.

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Versione moderna dei portacandele di sale tipici di Siwa © Daniele Pellegrini

Per la salvaguardia del patrimonio architettonico di Siwa, sono stati presi nuovi impegni per il suo rilancio creando nuove strutture ricettive e intraprendendo numerosi lavori di restauro come quelli che riguardano l’imponente fortezza medievale di Shali, costruita con sale e sabbia, distrutta dagli eventi naturali e dagli uomini, obiettivo di un lungo intervento ricostruttivo che ne ha permesso la sua rinascita.

*Presidente di Environmental Quality International e fondatore dell’Ecolodge Adrere Amellal

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