paolo sarpi

di Luisa Pronzato*

Ciao Pietro,

ho poco raccontarti su Paolo Sarpi. Non esco. Posso raccontarti che un vicino che non vedo mai è venuto oggi a chiedermi: dio mio stanno suonando alla porta… se avevo una stampante. Non ce l’ho. E comunque non è cinese.

Posso raccontarti che per due volte alcuni bambini giocavano in cortile. Dove, se non sbaglio, c’è il cartello che non si può giocare… Due bambini e una mamma… Una felicità sentirli che scorrazzavano. Ho aperto la finestra. E per fortuna nessuno di altri che si sono affacciati hanno osato dire qualcosa. Bello eh. Anche se non credo siano segnali di comunità. In questo distanziamento non si creano le comunità Forse pure loro esasperati dal nulla.

Il nulla è Paolo Sarpi dove i Cinesi hanno iniziato a chiudere ben prima delle leggi (ordine di scuderia dei capi delle “comunità”) e a girare con le mascherine. E i milanesi sorridevano. Ho visto l’altro giorno qualche bandiera italiana esposta alle finestre delle case della via (la strada è una bella lunga prospettiva che esplode nell’apice del palazzo Microsoft-Feltrinelli di cui si intravede l’angolo di cristallo).  Qualcuno ha cantato nei giorni scorsi… ma poco. Ce n’è pure una molto strappata. Io se dessi con le mie finestre su Via Sarpi ne avrei messo una italiana e una cinese.

Altro? NULLA. Aperto Mario il tabaccaio, la farmacia, Walter il macellaio dove prima venivano dagli altri quartieri .. ora so che consegna anche a domicilio, un supermercato.. il peggiore.. verdura sempre stantia (come in passato). In queste settimane ho osato: andare una volta da Eataly (nel quartier accanto, in Piazza XXV Aprile, l’ex Smeraldo: è l’unico ad avere le capsule per la macchinetta Illy… su Amazon ci voleva troppo tempo per farle arrivare). Passo veloce… scostandosi ai passanti, quasi nessuno a dire il vero. I carabinieri mi hanno visto mentre andavo. Mi hanno guardata ma non mi hanno fermata camminavo davvero a passo lesto. Mi hanno rivista al ritorno pochissimo dopo (tempo della coda e del veloce giro). Mi hanno guardata, avevo una borsa rossa della spesa a tracolla. Mi hanno guardata e riconosciuta con un sorriso. Non mi hanno fermato. Sempre passo lesto.  E ho osato un’altra volta spingermi fino all’altro super mercato in Piazza Gramsci. Si fa la coda, ci si sorride. Non si parla… Con i cinesi..  Se non avevi rapporti prima ora non hai scambi. Non vedo neppure, quelli con cui ho rapporti, dal mio amato Carlo, il barista che era diventato il punto di incontro della gente del quartiere –very pop non da aperitivo con il mio amico Luca dell’Isola– ha chiuso. Chiusa anche Ninfee Boutique, non incontro Hu Hai Yan, la titolare  che ha studiato alla Marangoni e  ha un negozio di moda e con cui ci siamo offerte qualche volta il caffè e siamo andate a farci fare i piedi  chiacchierando insieme.

Ecco Paolo Sarpi in questo momento è CHIUSA. Come siamo chiusi noi.

*Coordinatrice La 27 ora-Corriere della Sera

#iorestoacasa

#aitempidelvirus

#leparolenonbastano

 

Redazione Neos

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