© GoAmericaIl 21 agosto, negli Stati Uniti, è prevista un’eclissi totale di sole. Un evento unico e imperdibile. Come per la corsa all’oro, anche in questo caso gli hotel di Carbondale nell’Illinois, fulcro di questo, raro e straordinario fenomeno astronomico, sono tutti overbooked. Ma l’arco dell’eclissi sul territorio americano è talmente ampio che c’è ancora tempo per trovarsi ‘un posto al sole’. Il percorso dell’ombra della luna comincia dall’Oregon, alle ore americane 10.19 am, per attraversare una decina di Stati – come si può vedere nella cartina qui sotto – e concludersi a  Columbia, in South Carolina, alle ore 2.43 pm.

 © GoAmericaPer assistere a questo fenomeno quale posto più simbolico se non il cuore dei territori degli Indiani d’America. Forse sono proprio i loro antenati che hanno potuto vedere, nel 1257, un simile evento. Probabilmente l’improvviso buio durante il giorno li avrà gettati nella disperazione, certi che Manitù, il Grande Spirito dei pellerossa, si fosse infuriato con loro! Oggi, invece, un’eclissi è la gioia di poter osservare un evento molto raro. 

Partiamo quindi alla conquista dell’eclissi attraverso le terre del Far West. Si parte da Denver, dove si atterra e si prende un auto a noleggio. La capitale del Colorado nell’800 dà il via a un principio di Corsa all’Oro, il tempo di trasformare le baracche dei cercatori in una città vera e propria e capire che di pepite ce n’erano ben poche. Nel suo centro storico conserva comunque il fascino di quei tempi pur essendo oggi una città vivace e dinamica.

© VisitDenver

Lasciata Denver, lungo la strada 36W, si raggiungono le Montagne Rocciose dove, tra pinete e prati, un occhio allenato può individuare alci, coyote, cervi, castori e lontre. Si guida lungo sulla Trail Ridge Road, una della più belle strade panoramiche d’America che, in poco meno di due ore, s’inerpica fino ai 3.500 metri del Fall River Pass. Si scende poi verso le grandi praterie del Wyoming e la sua capitale Cheyennne. In città si percepisce una gran voglia di ricordare la storia passata fatta di rodei e saloon, della locomotiva a vapore che correva sui binari dell’Union Pacific, dei musei dell’Old West e dello Cheyenne Depot Museum. Insieme al presente di Giardini botanici e piste ciclabili, e al Tour degli stivali da cowboy, alti due metri e mezzo e dipinti da artisti locali: 19 tappe con audio spiegazioni. Un modo per fare un giro a piedi per i punti salienti di Cheyenne. Dopodiché, se vi prende una voglia irresistibile di acquistare stivali e jeans in puro stile cowboy,  The Wrangler è il posto giusto.

© Larry Pierce/Steamboat Ski Resort

Partiti da Cheyenne si prende l’85 fino a Newcastle dove s’imbocca la Rushmore rd, in Sud Dakota. Merita una deviazione il Custer State Park: laghetti, boschi e bisonti che vi attraversano la strada. Da qui si risale verso nord sulla 16a per riprendere la 385 e raggiungere il Crazy Horse Memorial, la scultura abbozzata sulla montagna, alta più di 170 metri e dedicata a Cavallo Pazzo, il mitico capo Sioux che vinse a Little Bighorn. Monumento fortemente voluto dal suo successore Orso in Piedi, ma ancora incompiuto. Nel museo e nello shopping corner i pellerossa di oggi, in abiti tradizionali, si prestano a selfie con i turisti e vendono il loro artigianato. Da qui dopo una trentina di chilometri sulla 284 si arriva al monte Rushmore, famoso per i volti di quattro presidenti americani scolpiti nella roccia e alti circa 18 metri. Più suggestivo quando lo illuminano, dalle 20,30 alle 23, ogni sera. Il percorso della giornata, di oltre 400 chilometri, porta a Rapid City.

© GoAmerica

Da Rapid City si possono fare diverse escursioni. Verso est e poi a sud sulla Loop road 240 si entra nel parco nazionale delle Badlands chiamate così per i suoi calanchi, spettacolari formazioni rocciose. Anche qui paesaggi e fauna danno la possibilità di fare foto uniche, per esempio al furetto dai piedi neri, in via di estinzione. Più facile avvistare cervi, antilopi, bufali e bisonti. Appena 15 chilometri a nord, prima di rientrare a Rapid City, si fa uno stop a Wall, per visitare il museo dedicato a Wounded Knee, in memoria del massacro di oltre 300 pellerossa da parte dell’esercito americano. Sempre da Rapid City, si riprende la 385, ma verso nordovest per costeggiare le Black Hills, a caccia di laghetti incastonati nel verde, di cavalli, bufali e bisonti. 

A ovest, sulla 90, si rientra in Wyoming e si passa da Sundance, la cittadina che ospita il Festival cinematografico che Robert Redford organizza proprio qui, perché il personaggio che lui interpretava nel film Butch Cassidy, fu imprigionato nel carcere della città, da qui sceglie il nome di Sundance Kid.

© Geoff Habiger - Fotolia.com

Con una deviazione di una cinquantina di chilometri, a nord sulla 14, si arriva al Devil’s Tower National Monument una roccia che torreggia sul fiume di Belle Fourche. Luogo ritenuto sacro per molte tribù di Indiani d’America. Ripresa la 90, direzione est, fino alla main street di Buffalo dove sembra di essere al centro di un set di un film western. Sempre sulla 90, ma verso nord, dopo una sessantina di chilometri si arriva a Sheridan. La cittadina è il regno di chi ama andare a cavallo. Da vedere il King’s Saddlery and Museum, il Museo della Selleria Reale e delle Corde. Tutto quello che serve ai cowboy per cavalcare: da vedere e da acquistare. Più storico, a 50 chilometri, il Fort Kearny che ospitava una guarnigione fino al 1868 quando, abbandonato dai soldati americani, fu incendiato dagli uomini di Nuvola Rossa. Se capitate a Sheridan di martedì sera raggiungete i locali al parco: si fa musica!

Rodeo a CodyDa Sheridan, sulla 19, si parte alla scoperta della Big Horn National Forest, attraversando prati e laghetti, boschi e torrenti pescosi, canyon e cascate, con estemporanee apparizioni di alci americane e antilopi, cavalli bradi e pecore dalle grandi corna. Più raro vedere l’orso bruno e il leone di montagna. Si sale su, fino alle cime dei monti Big Horn per raggiungere, dopo circa 3 ore, Cody, la città del colonnello William E. Cody, più noto come Buffalo Bill. Prima Pony Express, poi soldato e ancora cacciatore, continua la sua carriera come attore e poi porta in giro per il mondo il suo Wild West Show. Nel 1890 arriva anche in Italia, probabilmente grazie a Louisa Frederici, la moglie di lontane origini italiane. Si racconta di una sfida tra i cowboy di Buffalo Bill vinta dai butteri dell’Agro Pontino. La carriera l’ha finita da colonnello dell’esercito americano, combattendo contro i Sioux. La sua vita scorre nelle sale del Buffalo Bill Historical Center di Cody.

Lasciato alle spalle il Far West di Cody s’imbocca la 20 verso sud, si attraversa una zona brulla circondata da montagne impettite. Una sosta a Thermopolis per poter dire di essere stati nel luogo delle più grandi sorgenti minerali calde del mondo, come suggerisce il nome. Quando si raggiunge Shoshoni si intuisce di essere entrati nel territorio di un’altra tribù di pellerossa. Da qui s’imbocca la 26 verso nordovest e si arriva allo Yellowstone National Park, il primo parco nazionale al mondo e il più grande degli States.

© VisitYellowstone

 

 

 

 

 

 

Per girare lo Yellowstone in sicurezza è bene scaricare la app del parco che vi darà le informazioni necessarie. È anche in grado di informarvi sugli orari orientativi delle mirabolanti esibizioni dei geyser di cui è disseminato il parco. Per prepararvi prima cliccate qui. Ovunque gira lo sguardo incontra ogni genere di paesaggio, dai monti ai laghetti, dagli alberi secolari alle praterie dove pascolano bufali e bisonti. Poi un’ampia varietà di animali, dal grizzly alla lontra, dall’alce toro all’aquila calva. Oltre, naturalmente, i 300 geyser, come il famoso Old Faithful che, nonostante la sua fama di ‘vecchio fedele’, non è il geyser più grande né il più regolare, ma è comunque quello che erutta più spesso, circa ogni mezz’ora con un getto alto più di 20 metri. La guida continua tra la Shoshoni National Forest e il Grand Teton National Park con la sua cima di 4mila metri. Ma anche tra i ruscelli della Jackson Hole e la folcloristica cittadina di Jackson, con i suoi marciapiedi e le sue casette di legno, ci riporta nel vecchio West. Lo Yellowstone regala ben 9mila chilometri quadrati di meraviglie. Da Jackson lungo la 33 verso ovest, si arriva a Swan Valley dove si prende la 26 per raggiungere Idaho Falls. È qui che domenica 21 agosto ci sarà l’eclisse totale di sole.

© Visit Idaho

Nella cornice delle Idaho Falls e nella Snake River Valley la luna comincia a oscurare il sole alle 11.53 am (ora MDT americana) per poco più di 2 minuti, pronti con occhiali scuri, gli eclypse glasses, macchina fotografica e teleobiettivi con filtri oscuranti. O smartphone, forse, ma di ultima generazione! Poi il ritorno a un “Mezzogiorno di fuoco” che resterà negli occhi e nel cuore di chi avrà avuto l’occasione e la fortuna di essere lì, nella terra degli Shoshoni.

© Visit Salt Lake

 

 

 

 

 

 

 

Un trasferimento di circa tre ore sulla 15 e da Idaho Falls si arriva a Ogden. D’inverno è una nota stazione sciistica, ma ora merita solo uno struscio lungo l’Historic 25th Street per un po’ di shopping o un salto a Fort Buenaventura, del 1846. Sulla 15Sud in meno di un’ora si raggiunge Salt Lake City nello Utah, giusto in tempo per affacciarsi sul Grande Lago Salato. A downtown c’è poco da vedere, se non Temple square e una serie di chiese degli stili più disparati. Ma, se non siete ancora stanchi di natura, a pochi chilometri a est della città c’è il Big Cottonwood Canyon. Il giorno dopo c’è il tempo di lasciare l’auto a noleggio e il viaggio alla ricerca dell’eclissi termina qui, dove si riprende l’aereo per l’Italia.

L’itinerario me l’ha ispirato GoAmerica, tour operator marchigiano che ha studiato un viaggio ad hoc per l’eclissi, dal 12 al 24 agosto. Un fly & drive compresi noleggio auto, hotel a 3 stelle dove possibile e alcune prime colazioni. Dal prezzo di 1.740 euro sono esclusi voli (circa 900 euro) tasse aeroportuali, assicurazione. Per il noleggio: Toyota Corolla o similari, navigatore satellitare, chilometri illimitati, riduzioni danno e furto, 3 guidatori aggiuntivi, primo pieno di benzina, tasse di circolazione e locali. Per maggiori informazioni: programma e tel. 071 2089301.

 

 

 

 

Giosi Sacchini

Giosi Sacchini

Ho visto il mondo quando ancora era bello. Quando viaggiare era un’avventura e non un incubo. Viaggiatrice, prima che giornalista curiosa, convinta che si può descrivere e trasmettere sensazioni solo quando un posto lo si è visto e amato. Di Paesi ne ho amati oltre 100… tanto che per vent’anni sono stata responsabile della rubrica viaggi di Donna Moderna. Ora mi riprendo la vita e il tempo per conoscere e scrivere degli altri Paesi che mi mancano. Almeno questo era il programma, ma presto la Neos mi ha travolto, prima affidandomi la presidenza dell’Associazione e poi nominandomi presidente onorario. Così la mia vita è cambiata…
Giosi Sacchini

Latest posts by Giosi Sacchini (see all)

Giosi Sacchini
Ho visto il mondo quando ancora era bello. Quando viaggiare era un’avventura e non un incubo. Viaggiatrice, prima che giornalista curiosa, convinta che si può descrivere e trasmettere sensazioni solo quando un posto lo si è visto e amato. Di Paesi ne ho amati oltre 100… tanto che per vent’anni sono stata responsabile della rubrica viaggi di Donna Moderna. Ora mi riprendo la vita e il tempo per conoscere e scrivere degli altri Paesi che mi mancano. Almeno questo era il programma, ma presto la Neos mi ha travolto, prima affidandomi la presidenza dell’Associazione e poi nominandomi presidente onorario. Così la mia vita è cambiata…
Vai alla barra degli strumenti