Alta Badia
Museo Ursus Ladinicus – IDM Sudtirol

Era il 25 settembre 1987 quando Willi Costamoling, albergatore e alpinista di Corvara, durante un’escursione a 2800 metri, scoprì la caverna delle Conturines. Ora rivive al museo di San Cassiano, in Alta Badia. La star dell’esposizione è Ursus ladinicus, chiamato così in onore al territorio delle valli ladine dove viveva, un enorme orso preistorico. Abitante di un mondo perduto, 50 mila anni fa, prima dell’ultima glaciazione, questo plantigrado condivideva con i leoni cime verdissime anche ad alta quota e un ambiente molto più caldo di quello odierno. Una condivisione non del tutto pacifica, dato che il leone delle caverne attaccava, spesso con successo, i cuccioli e gli animali più deboli. Non certo l’orso adulto che per quanto più piccolo del suo cugino e contemporaneo Ursus ingressus, che poteva arrivare fino ai 1500 chili, raggiungeva comunque i 1200 chili per oltre 2,5 metri di altezza. Anche se, nonostante i grandi canini a sciabola, era un vegetariano dal palato delicato, che prediligeva erba, germogli e fiori.

Alta Badia
Museo Ursus Ladinicus – IDM Sudtirol

Dal punto di vista scientifico Ursus ladinicus è importante per diversi motivi. È, infatti, una specie individuata qui per la prima volta, nonché il solo esemplare di orso delle caverne rinvenuto in Dolomiti e, soprattutto, è l’unico orso la cui presenza sia stata registrata a una quota così alta.

Alta Badia
Ursus Ladinicus – Ph. Mario Verin

Interessante anche lo spazio museale progettato da Rainer Verbitz, l’architetto austriaco che ha collaborato con Renzo Piano al Centre Pompidou di Parigi. Il percorso comincia con la scoperta della sala dei crani, Racconta come gli scienziati dell’università di Vienna siano riusciti a identificare l’ursus ladinicus tra ossa di leoni e di orsi delle caverne. Prosegue con la descrizione della vita quotidiana: dall’allevamento dei piccoli alle abitudini alimentari, il lungo letargo che gli permetteva di abbassare la temperatura corporea di molti gradi e superare senza cibo i mesi invernali (privi di vegetazione), i nemici che doveva fronteggiare, fino alla sua morte nella grotta delle Conturines.

Alta Badia
Ursus ladinicus – Ph. Mario Verin

Di questa, c’è una fedele ricostruzione, mentre la cavità vera si può visitare in estate su appuntamento (ogni giovedì) con una guida del parco di Fanes-Sennes-Braies e una lunga scarpinata di quattro ore. Fiore all’occhiello del museo è lo scheletro intero ricostruito a partire dalle ossa, che mostra a colpo d’occhio la differenza di mole di questo gigante buono con gli orsi contemporanei.

 

Carla Reschia

Carla Reschia

Viaggia il più possibile, per lavoro e per passione. Fotografa e scrive, anche qualche libro: Quando l’orrore è donna: torturatrici o kamikaze, vittime o nuove emancipate, con Stefanella Campana (Editori riuniti, 2005), In viaggio con la cucina ebraica (Algra editore, 2016), gli ebook Le vie della seta (Elison publishing, 2016), un diario di viaggio in Asia Centrale, e la raccolta di racconti La moglie dell’ebreo errante (Tiqqun, 2017). Ha lavorato per Specchio della Stampa e collaborato ad Airone, Qui Touring e altri…Sulla Stampa scrive di ambiente e di viaggi e traduce dall’inglese e dal francese, collabora con reportage di viaggio alla rivista online Erodoto 108.
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