talamini
Guglielmo Talamini – Vendemmia asolana

Ad Asolo il 30 giugno e a Pieve di Cadore il 1° luglio, tra il Museo civico e il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, ci sarà una duplice esposizione dedicata a Guglielmo Talamini, 1918 – 2018: le origini, l’arte, la solitudine tra le Dolomiti e Asolo. La mostra celebra i 100 anni dalla morte di uno dei pittori più rappresentativi del secolo scorso, che entrò a far parte dello scenario dell’arte internazionale esponendo in varie sedi europee e alla Biennale di Venezia in otto edizioni consecutive.

L’artista cadorino, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, è considerato il pioniere di una nuova forma d’arte per l’alto Veneto, che vede l’inserimento di nuove forme pittoriche e lo stravolgere degli antichi valori classici. La sua pittura evolve nel corso della sua esistenza dal realismo stringente della ritrattistica a un evidente classicismo. I due periodi pittorici si legano l’uno in modo più spiccato al Cadore e l’altro ad Asolo, sottolineando come i due “luoghi del cuore” di Talamini abbiano influenzato il suo sguardo e il suo stile: per questo sono state scelte come opere simbolo della duplice esposizione Notturno di Borca di Cadore (primi anni del Novecento) per Pieve di Cadore e Vendemmia asolana (1914), la sua opera grande, per Asolo.

talamini
Cadore

L’esposizione di Pieve di Cadore sarà incentrata sulla riscoperta delle origini cadorine e montane del pittore, che rappresenta il pioniere dell’arte del Novecento nell’alta provincia di Belluno. Talamini racconta la sua terra natia immortalandone i paesaggi e soprattutto le genti, indagando sui volti segnati dal tempo e dai sentimenti; i suoi ritratti sono particolarmente intensi, in essi riesce a cogliere le sfumature degli sguardi e a intravvedere i pensieri di cui gli occhi sono specchio. L’esposizione si svilupperà seguendo due grandi tematiche: “Il Cadore, la famiglia, la sua gente” e “Il paesaggio dolomitico”.

A Vodo di Cadore, inoltre, sarà possibile visitare la seicentesca casa di famiglia di Talamini, dove egli nacque, costruita in muratura di sasso e composta dai tradizionali ambienti delle storiche abitazioni del territorio: la loda (spazio di collegamento tra gli ambienti principali), la legnaia, la stalla, il larin (grande camino sacro ai Lari, gli spiriti del focolare).

talamini
Asolo

L’esposizione di Asolo sarà incentrata sulla ricostruzione storico – artistica attorno all’opera simbolo del periodo asolano: dalla ricerca condotta sul paesaggio, realizzato con sfumature di colore, allo studio della dimensione rurale e contadina, che pian piano stava scomparendo, all’inserimento del divino attraverso la rilettura della mitologia classica. Partendo dall’opera sarà possibile ripercorrere lo studio sulla figura e sul paesaggio, passando dai volti degli abitanti di Asolo all’analisi della luce della natura, dalle sperimentazioni audaci influenzate dalle avanguardie di primo Novecento alla riscoperta della figura classica, tratta dal repertorio delle muse mitologiche.

La duplice mostra non costituisce solo l’occasione per approfondire la conoscenza dell’arte veneta del Novecento e per scoprire la pittura di uno dei suoi protagonisti, ma rappresenta una promozione del territorio, condivisa anche dalle varie associazioni di categoria delle due aree coinvolte, che si pone l’obiettivo di collegare la realtà culturale e paesaggistica della montagna e quella della pianura.

Lo spunto è per una breve vacanza sulle due ruote tra la montagna e le dolci colline venete: le due esposizioni possono infatti rappresentare il punto di partenza e il punto d’arrivo del percorso, e nel mentre si potranno assaporare i paesaggi e le caratteristiche del territorio che ispirarono il grande pittore.

Percorribile mediamente in tre giorni (30/40 Km al giorno) il bike tour nel segno di Talamini può iniziare a Pieve di Cadore, dove visitare la prima mostra e concedersi una pedalata nel cuore delle Dolomiti (la Ciclabile delle Dolomiti permette di raggiungere Cortina). Per raggiungere la mostra di Asolo si prosegue lungo la vallata di Longarone fino a Ponte nelle Alpi e poi verso Belluno, la “Porta delle Dolomiti”. Successivamente si tocca il centro medioevale di Feltre, costruito in altura così da dominare le verdi vallate intorno, per approdare infine ad Asolo, borgo murato situato sulle colline del Prosecco definito da Giosuè Carducci la “città dai cento orizzonti” e scelto da numerosi artisti nel passato come buen retiro, nonché inserito tra i Borghi più Belli d’Italia.

Per informazioni:

Magnifica Comunità di Cadore:

magnificacomunitadicadore.it

tel. 0435 32262

info@magnificacomunitadicadore.it

Museo civico di Asolo:

museoasolo.it

info@museoasolo.it

tel. 0423 952313,

Ufficio Cultura Comune di Asolo: tel. 0423 524637

A cura di Maddalena Stendardi

 

Redazione Neos

Redazione Neos

Redazione Neos

Latest posts by Redazione Neos (see all)