Le acciughe sotto sale nelle arbanelle

Organizzato da Slow Food, Slow Fish di Genova si presenta da anni come una rete, una comunità in cui tutti – istituzioni, pescatori, artigiani, cuochi, ricercatori e società civile – fanno la loro parte per garantire alle generazioni future ciò che hanno di più prezioso: il mare incontaminato, le tradizioni della piccola pesca e la gastronomia che se ne nutre, le aree protette e le iniziative che la pongono all’avanguardia della sostenibilità.  

Quest’anno l’evento, dall’1 al 4 luglio, si è allargato e occupa le quattro piazze centrali della città: Caricamento, Matteotti, De Ferrari, Della Vittoria.

Dopo esserci dati appuntamento sotto la superba facciata affrescata di Palazzo San Giorgio, il nostro itinerario parte da Piazza Caricamento. Qui troviamo i pescatori e gli artigiani riuniti in una collettiva di espositori della Liguria e i prodotti di Puglia, Calabria, Campania, Basilicata, da conoscere e degustare.

Ci addentriamo poi nelle vie del centro storico, risalendo Via San Lorenzo fino a Piazza Matteotti, con gli espositori dei Mercati della Terra, in rappresentanza dei progetti attivi in Liguria, Lombardia e Piemonte.

Cozze e sarde

La vicina Piazza De Ferrari, su cui prospetta Palazzo Ducale, che nei giorni caldi offre la frescura dell’ imponente fontana, ospita i protagonisti della Filiera del Mare: pescatori, artigiani, ristoratori, insieme a rappresentare i diversi ecosistemi e le diverse anime del territorio.

Il percorso lungo i portici di Via Venti Settembre, la strada dello shopping, ci permette infine di raggiungere l’ampia Piazza Della Vittoria. Qui non si può mancare di brindare alla ripartenza e alla ritrovata socialità: niente di meglio di una sosta in Enoteca, dove scegliere tra oltre 300 etichette delle aziende vitivinicole che fanno parte del Club della Banca del Vino di Pollenzo. Il posto giusto per provare anche le ricette a base di pasta preparate dai cuochi negli Appuntamenti a Tavola e nei Laboratori del Gusto.   

Info: Slow fish

Giovanni Panella

Giovanni Panella

Genovese, ha sempre amato il mare e le sue storie. Giornalista pubblicista, è specializzato nel campo della cultura marittima. Vicepresidente dell’ISTIAEN (Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale), della Féderation du Patrimoine Maritime Méditerranéen e consulente della Soprintendenza della Liguria per il patrimonio marittimo. Collabora a riviste italiane, tra cui Nautica, Lega Navale, Rivista Marittima, alla francese Chasse-Marée ed è stato plurivincitore di un premio Marincovich. Oltre a La vela latina edito da Hoepli, è autore di una collana di pubblicazioni dedicate alle imbarcazioni tradizionali. Ha poi contribuito a testi realizzati da Tormena, Allemandi e Gribaudo, sempre su temi legati al mare e alla navigazione. Si è impegnato nel restauro d’imbarcazioni tradizionali e nella realizzazione di “Creuza de Mä”, copia di una lancia da ammiraglio del 1797, che da 15 anni è utilizzata in un programma internazionale di formazione. Ha scelto di non apparire su Facebook ma diversi suoi testi si possono scaricare dal sito academia.edu.
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