Barche catalane

Si è conclusa con un successo superiore alle previsioni Escale à Sète, la festa delle tradizioni marittime che si tiene ogni due anni a Sète, nel sud della Francia.

Tra il 12 e il 18 aprile una dozzina di grandi velieri e 150 imbarcazioni tradizionali hanno fatto rotta sul porto, mentre le banchine, animate da svariati gruppi musicali, folkloristici e di rievocazioni storiche, hanno attirato più di 400 mila visitatori.

Quest’anno i Paesi Bassi sono stati gli ”invitati d’onore” e nel loro villaggio si poteva ammirare l’opera di fabbri, cordai, maestri d’ascia e un (fumoso) laboratorio di affumicatura di deliziose aringhe. In banchina erano attraccati il brigantino Morgenster e l’Oosterschelde, una goletta a tre alberi

Pubblico davanti a Pandora

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Lo specchio d’acqua del mercato del pesce ospitava, invece, la flottiglia delle barche tradizionali del Mediterraneo, offrendo uno straordinario colpo d’occhio su qualche decina di catalanes e di gozzi a remi e a vela latina, con i loro agili scafi colorati a tinte vivaci. Il veliero più grande era il tre alberi Mircea, nave scuola degli ufficiali della marina della Romania.

El Galeon

Si contavano poi tre ricostruzioni di velieri di epoca rinascimentale: la Nao Trinidad, la Nao Victoria, componenti della flotta di Ferdinando Magellano e El Galleòn, un galeone spagnolo del ‘500. L’Italia era rappresentata dalla goletta Pandora dell’AVT( Associazione Vela al Terzo) della Spezia dall’AVEV (Associazione Vele d’Epoca Verbano) del Lago Maggiore.

Giovanni Panella

Giovanni Panella

Genovese, ha sempre amato il mare e le sue storie. Giornalista pubblicista, è specializzato nel campo della cultura marittima. Vicepresidente dell’ISTIAEN (Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale), della Féderation du Patrimoine Maritime Méditerranéen e consulente della Soprintendenza della Liguria per il patrimonio marittimo. Collabora a riviste italiane, tra cui Nautica, Lega Navale, Rivista Marittima, alla francese Chasse-Marée ed è stato plurivincitore di un premio Marincovich. Oltre a La vela latina edito da Hoepli, è autore di una collana di pubblicazioni dedicate alle imbarcazioni tradizionali. Ha poi contribuito a testi realizzati da Tormena, Allemandi e Gribaudo, sempre su temi legati al mare e alla navigazione. Si è impegnato nel restauro d’imbarcazioni tradizionali e nella realizzazione di “Creuza de Mä”, copia di una lancia da ammiraglio del 1797, che da 15 anni è utilizzata in un programma internazionale di formazione. Ha scelto di non apparire su Facebook ma diversi suoi testi si possono scaricare dal sito academia.edu.
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