Nascosta in una modesta vetrina, immobile nella luce artificiale, una statuetta di marmo, da sola, racconta il ruolo delle Cicladi nella nascita della civiltà occidentale. Si trova nel museo di Parikià, piccolo ma ricco di pezzi preziosi. E’ un corpo di donna un po’ stilizzato, rotondo e adiposo: una dea-madre, simbolo di fecondità. Forse la prima dea-madre scolpita nel Mediterraneo. Risale al neolitico. Intorno, una miriade di sculture, corpi di donna questa volta esili e allungati, con colli e volti tirati fino alla distorsione: sembrano usciti dallo scalpello di Modigliani o di Picasso, che li hanno conosciuti e copiati. Risalgono al quarto e al terzo millennio avanti Cristo.

Cyclades, Paros Island, Parikia, Archeological Museum, archeologist Prof. Giannos Kouragios
Cicladi, isola di Paros Island, museo archeologico di Parikia, con l’archeologo Prof. Giannos Kouragios

 

 

 

 

 

Perché nel quarto e nel terzo millennio avanti Cristo in alcune di queste duecento isole, che si dispongono in cerchio di fronte al Peloponneso, nel cuore dell’Egeo, già esisteva quella che oggi chiamiamo cultura, è stata creata l’arte. E la religione. Qui si scolpiva la pietra, si cuoceva la terra per fare vasi, anfore, otri, si usava il colore per abbellirle. Si pregavano gli dei nati dalla terra, dal cielo, dal mare, dalla bellezza della donna. Si fabbricavano monili elementari ma meravigliosi. Prima che a Micene, prima che a Creta, nel palazzo di Minosse. 

Cyclades, Paros Is., Parikia, Archeological Museum. Marble from Paros
Ciclades, statue in marmo al museo di Parikia, sull’isola di Paros

Le radici del sapere europeo affondano in queste isole bianche e petrose, spazzate dal vento del Nord, popolate dai profumi della macchia mediterranea, colorate da fiori di morbide tinte asiatiche, invase da migliaia di turisti che della storia che li circonda poco sanno e poco vogliono sapere. Tocca a due straordinari micromusei, quello di Parikià, sull’isola di Paros, e quello di Ermopoli, sull’isola di Siros, documentare gli antichi secoli di splendore e, benché gran parte degli oggetti scavati sulle isole siano stati trasportati all’Archeologico di Atene, lo fanno in modo esaustivo e affascinante. Qui i capolavori dei primi scultori, vasai e pittori di Grecia possono essere ammirati nella solitudine e nel silenzio. Qui l’orecchio può ascoltare le loro voci che raccontano vicende antiche di persone che altro non sono che gli antenati di noi europei di oggi.

Cyclades Is., Paros Is., Parikia, Kastro
Cicladi, il Kastro di Parikia, sull’isola di Paros
Cyclades, Despotiko Island
Cicladi, rovine sull’isola di Dispotico
Cyclades, Paros Is., ancient marble quarries
Cicladi, le antiche cave di marmo a Paros

La storia di Paros, di Antiparos e di Siros non finisce nel terzo millennio avanti Cristo. Non finisce con la civiltà Cicladica. Anche la grande scultura greca dei secoli d’oro è nata sospesa tra l’azzurro del mare e del cielo. A Paros si trova la cava di Marathi, che, prima di estinguersi, imprigionava una prodigiosa vena di marmo bianco, il più bello mai visto da occhio umano. Sembra di un colore unico, invece è la somma di tutti i colori, nasconde infinite gradazioni e venature, cristalli brillanti e macchie più cupe. Col variare della luce diventa rosa, grigio, ocra, quasi azzurro, quando il mare lo invade.

Da questo minerale prodigioso artigiani dell’isola che hanno saputo trasformarsi in artisti, a partire dal settimo secolo avanti Cristo, hanno modellato i primi Kuros e le prime Kore della storia dell’arte e di questi stupendi giovanetti restano a Parikià e a Ermopoli, torsi possenti, agili arti, teste fiere. E’ dalla cava di Marathi che sono usciti i grandi blocchi di pietra modellati da Fidia e da Prassitele, da Policleto, da Ammonio, da Skopas. E’ da questa isola che sono partiti i colossi bianchi per i templi di Apollo, di Artemide, di Mercurio, di Zeus di Demetra, che segnano il paesaggio della Grecia antica. E’ dalla cava che sono stati estratti i blocchi su cui è sorto lo stupendo tempio di Dispotico, l’isoletta piazzata in faccia ad Antipatros, meta per secoli dei pellegrinaggi dei fedeli devoti ad Apollo e ad Atena. E gli dei hanno compensato queste isole donando loro un cielo, un mare, dei colori e dei profumi degni dell’Olimpo.

 

Luigi Alfieri

Luigi Alfieri

Scrittore e giornalista freelance, collabora con diversi siti di viaggio e riviste. Ha scritto romanzi, libri di viaggio e altri di argomento storico, letterario e gastronomico. Organizza convegni e mostre dedicate al viaggio. È past president di NEOS, giornalisti di viaggio associati. L’associazione degli scrittori russi gli ha assegnato il premio Vasiliy Makarovich Shukshin.
Luigi Alfieri
Scrittore e giornalista freelance, collabora con diversi siti di viaggio e riviste. Ha scritto romanzi, libri di viaggio e altri di argomento storico, letterario e gastronomico. Organizza convegni e mostre dedicate al viaggio. È past president di NEOS, giornalisti di viaggio associati. L’associazione degli scrittori russi gli ha assegnato il premio Vasiliy Makarovich Shukshin.
Vai alla barra degli strumenti